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“Erano bulli, mi sono difeso” ha raccontato al gip

Aversa, minorenne ucciso: l’assassino si difende

Trasferito intanto in Toscana per paura di ritorsioni

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Aversa, minorenne ucciso: l’assassino si difende
11/04/2013, 10:47

AVERSA - “Sono stato vittima di un atto di bullismo, mi sono solo difeso”: A.V., 17 anni, da due giorni in stato di fermo per l’omicidio di Emanuele Di Caterino, avvenuto domenica notte ad Aversa, racconta la sua verità al gip del Tribunale dei Minori di Napoli nel corso dell’udienza di convalida del fermo disposto dal pm Maria Di Addea. Al termine dell’udienza, il gip convalida il fermo, emette l’ordinanza di custodia cautelare in carcere e, dopo due giorni passati al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei, lo trasferisce all’istituto penale per minorenni “Meucci” di Firenze. Una decisione dettata anche dalla necessità di proteggere il giovane da eventuali ritorsioni dei clan camorristici viste le parentele eccellenti della vittima e di altri due dei quattro ragazzi feriti. “Domenica sera – è il racconto dell’assassino al gip - ho accompagnato la mia fidanzata a casa, quindi sono andato in via De Chirico ad Aversa per incontrare alcuni amici. Lì c’era un gruppetto di una decina di ragazzi, tra cui anche Emanuele che io non conoscevo. Appena mi hanno visto, hanno cominciato a fare i bulli, dicendomi che non ero del posto e dovevo andarmene; uno dei ragazzi con il casco ha anche sfondato il parabrezza della mia Smart, qualcun altro l’ha presa a calci”. L’auto, sequestrata dai carabinieri di Aversa lunedì, effettivamente presentava i danni indicati in sede di interrogatorio. Il ragazzo ha poi riferito di “essere stato pestato dal gruppo” e, in effetti, i carabinieri, dopo averlo portato lunedì mattina in caserma, hanno chiamato il 118; il medico gli ha riscontrato varie ecchimosi sul volto e sul corpo. “Un ragazzo ha estratto un coltello - ha raccontato il 17enne – gliel’ho strappato di mano e ho colpito alla cieca”. Circostanze che potrebbero però non rispondere alla reale dinamica dei fatti, anche perché l’autopsia effettuata ieri sul corpo di Emanuele ha stabilito che è stato prima colpito alle spalle, quindi frontalmente al petto. Decisive potrebbero rivelarsi le immagini delle telecamere esterne dell’ufficio postale e della vicina Agenzia delle Entrate acquisiste dai carabinieri.

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di Emilio di Cioccio
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