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Bacoli, il sindaco Schiano ha revocato le dimissioni


Bacoli, il sindaco Schiano ha revocato le dimissioni
02/01/2012, 15:01

BACOLI (NA) - In data odierna alle ore 12 con atto protocollo numero 39 il dottor Ermanno Schiano ha revocato le sue dimissioni (rassegnate lo scorso 15/12/2011 con atto n. prot. 36256) dalla carica di sindaco della città di Bacoli. Dimissioni che maturarono a fronte della constatazione della grave situazione sociale venutasi a creare in città conseguente all’esecuzione di demolizione di fabbricati decisa dalla Magistratura. La lettera di revoca delle dimissioni è stata inviata al Prefetto di Napoli, al Presidente del consiglio comunale, ai consiglieri, agli assessori e al segretario generale. A chiedere la revoca delle dimissioni nei giorni scorsi anche il Consiglio Regionale con apposito ordine del giorno n.5 del 30/12/u.s e i cittadini attraverso una raccolta firme. «Rinunciare all’impegno, talvolta, è molto più semplice e comodo di restare al proprio posto e affrontare, insieme alle altre Istituzioni ed anche insieme ai cittadini, le difficoltà quotidiane che l’azione amministrativa pone – ha affermato Ermanno Schiano – Con le mie dimissioni intendevo smuovere e sensibilizzare la politica sul delicato tema degli abbattimenti. Una politica che negli anni addietro non è stata capace di programmare nè di dettare linee guida. Gravi mancanze che hanno dato vita ai gravi problemi di natura sociale che tutti noi conosciamo – spiega il primo cittadino. Ma nel corso di queste difficili giornate, trascorse anche a riflettere sull’assoluta necessità di attivare tutti i percorsi per evitare nel futuro simili tragedie, ho preso atto dei sensi di una vicinanza umana ed istituzionale che, pur con lievi differenze, rilevano l’assoluta necessità di non interrompere i sentieri avviati e soprattutto, non privare l’Ente e la Collettività di un momento di programmazione politico-amministrativa che si snoda proprio sul percorso di recuperare il senso della legalità e delle regole laddove esso sembra essersi indebolito o addirittura perduto»

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di Tiziana Casciaro
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