Provincia / Caserta

Commenta Stampa

Buttone continua a svelare retroscena ai pm della Dda

Belforte, omicidi di camorra: pentito fa i nomi dei killer

Merola e Salvelli puniti dal clan per il traffico di droga

.

Belforte, omicidi di camorra: pentito fa i nomi dei killer
04/04/2013, 11:37

MARCIANISE - Per i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Bruno Buttone è un pentito affidabile. Grazie alla sua collaborazione, infatti, è stato possibile far luce sugli affari illeciti e sui retroscena del clan camorristico dei Belforte, egemone a Marcianise e nei comuni limitrofi, capoluogo compreso. Buttone, si ricorderà, prima di essere arrestato, era stato reggente del clan, i cui capi storici erano, e restano, Salvatore e Domenico Belforte, detenuti entrambi al regime del 41 bis. Negli ultimi verbali della sua collaborazione, Buttone ha svelato i nomi dei killer, in relazione a due omicidi di camorra, commessi tra Caserta e San Nicola la Strada per il controllo del traffico della droga. Vittime Angelo Merola, detto gomma gomma, e Raffaele Salvelli, detto Lello o’ fellone, uccisi a sette mesi di distanza l’uno dall’altro. Merola fu raggiunto dai colpi dei sicari nei pressi del cimitero di San Nicola la Strada; Salvelli, invece, fu prelevato da un bar di Marcianise e fatto salire a bordo di un’automobile. Trasportato in una zona periferica di Caserta, Salvelli fu ferito in diverse parti del corpo. Ciò nonostante, trovò la forza di fuggire a piedi ma, raggiunto dai killer, fu colpito mortalmente alla testa con un pezzo di Siporex. Oltre a fare luce sulla dinamica dei due agguati, avvenuti tra il novembre del 2006 ed il luglio del 2007, Buttone, parlando con i magistrati, ha svelato anche i nomi dei relativi killer. Si tratta di Antonio Bruno, alias Carusone, e Daniele Rivetti, cognato del referente dei Belforte su Caserta, Antonio Della Ventura, alias o’ coniglio. In particolare, stando a quanto emerso dalle indagini, Salvelli fu punito per aver acquistato droga da canali diversi da quelli del clan Belforte. Merola, invece, per aver consumato la droga detenuta per conto del clan e destinata allo spaccio.

Commenta Stampa
di Emilio di Cioccio
Riproduzione riservata ©