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Nella bufera anche l'ex vicesindaco Rosario Frosina

Bufera a Portici. 10 dipendenti comunali indagati per peculato


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Bufera a Portici. 10 dipendenti comunali indagati per peculato
11/05/2010, 11:05

PORTICI – Una nuova bufera politica si abbatte sul comune di Portici. Dopo le denunce ai dipendenti fannulloni, arrivate poco più di due mesi fa sotto denuncia dello stesso primo cittadino, il Municipio della città vesuviana è nuovamente nell’occhio del ciclone. Stavolta per un affare più scottante. Ben dieci tra tecnici e politici del Comune sono finiti nel fascicolo degli indagati dal pubblico ministero Graziella Arlomede. Nella bolgia sarebbero coinvolti anche politici di spicco della città e un imprenditore locale, il quale non si sarebbe lasciato sfuggire l’occasione di mettere le mani su lavori di ristrutturazione di edifici pubblici. La lista è già scritta, anche se usare il condizionale sui capi d’accusa è ancora un dovere.  Tra gli indagati c’è l’ex vicesindaco Rosario Frosina. Uomo di fiducia del sindaco Cuomo, Frosina è attualmente assessore ai lavori pubblici del Comune, una poltrona che certamente scotta in giorni come questi.
Altri due nomi tra gli indagati sono quelli del capo del gabinetto del sindaco, Pierino Piro, e del dirigente dell’avvocatura municipale, Antonio Albo. Su di loro le indagini, tramite intercettazioni telefoniche, sono andate avanti per mesi. Tempo in cui agenti della polizia e della guardia di finanza avevano dato il via all’acquisizione di atti relativi agli appalti pubblici.  Fino al blitz compiuto direttamente negli uffici comunali di via Campitello. Lì le forze dell’ordine hanno completato il lavoro di investigazione e fatto chiarezza sui capi d’imputazione. Peculato, associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta queste le accuse avanzate anche ai danni di altre sei persone coinvolte a vario titolo nelle indagini. Tutti dipendenti comunali.

IMPRENDITORIA E BANDI TRUCCATI - E nel polverone c’era anche la mano dell’imprenditoria locale. Quella rappresentata dall’imprenditore edile Paolo De Filippis, che, secondo gli investigatori, avrebbe messo le mani su una lunga serie di appalti pubblici. Tra questi, la ristrutturazione di villa Fernandez, e la costruzione di un parcheggio al coperto in via Diaz. Solo la punta di un iceberg che sembra comprende tutti i lavori di riqualificazione svolti in città nell’ultimo anno. Come quelli per il restyling del porto Granatello, per l’ex macello comunale, o per l’allargamento di tutti i marciapiedi cittadini. Interventi costati centinaia di milioni di euro e le cui gare d’appalto, a quanto pare, venivano tutte manipolate da via Gianturco, sede dello studio privato dell’assessore Frosina, e dalla centralissima via Libertà, residenza di Pierino Piro.

LA RISPOSTA DEL SINDACO – Una reazione composta e pacata. Come era già accaduto dopo lo scandalo che il mese scorso aveva coinvolto il ragioniere capo del Comune, Corrado Auricchio. Vincenzo Cuomo, sindaco di Portici, ha detto la sua tramite comunicato stampa sulla bufera politica al Comune. “Rispetto in pieno l’operato dei magistrati – ha affermato il primo cittadino – e attendo sereno l’esito degli accertamenti e delle verifiche fornendo tutta la documentazione necessaria richiesta dalla Procura”.

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di Salvatore Formisano
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