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Deliberato all'unanimità un documento di indirizzo

Caivano: il Consiglio dice no all’ordinanza della Provincia

Seduta straordinaria per discutere della decisione di Cesaro

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Caivano: il Consiglio dice no all’ordinanza della Provincia
21/06/2011, 10:06

“I rifiuti a Caivano non li vogliamo”: si alza il coro del consiglio comunale di Caivano, convocato in seduta straordinaria. Una riunione d’urgenza per discutere dell’ingresso dei rifiuti all’interno di alcuni spazi siti nella municipalizzata “Ambiente ed Energia”. Un’ordinanza emessa dal Presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro,  al fine di individuare un sito di trasferenza per i rifiuti che si accumulano per le strade di Napoli. Il consiglio comunale si interroga sulle responsabilità di quell’atto non condiviso: maggioranza e opposizione si scaricano colpe a vicenda. Secco nel suo intervento il consigliere comunale Giuseppe Chioccarelli: “Non si poteva non sapere. La Provincia è entrata in casa nostra: con chi l’ha concordato?” Poi l’annuncio da parte dei consiglieri comunali del Popolo della Libertà: Simone Monopoli, Mario De Giorgio, Giuseppe Celiento, Giuseppe Mellone decidono di autosospendersi dal partito finchè non sarà ritirata l’ordinanza della Provincia di Napoli. L’aria inizia a riscaldarsi, il pubblico presente protesta, una lunga sospensione e alla fine si arriva alla condivisione. Dopo qualche ora di discussione i consiglieri comunali deliberano un documento di indirizzo che consta di nove punti. Si decide di fare ricorso al Tar in merito all’ordinanza emessa dal Presidente Cesaro, di accertare le responsabilità delle anomale procedure circa i fatti che sono avvenuti in questi giorni. Soprattutto si vota la revoca di Alberto Manganiello, amministratore unico della società “Ambiente ed Energia”,  che avrebbe tenuto all’oscuro il sindaco sulle trattative con la Provincia per il trasferimento dei rifiuti.  Su quest’ultimo punto si esprimono con parere contrario i socialisti. Giacino Libertini, consigliere comunale del nuovo Psi dichiara: “Non è assolutamente opportuno condannare una persona prima ancora di aver fatto delle verifiche e dei controlli, per cui su questo punto noi votiamo contro”.

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di Maria Grazia Romano
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