Provincia / Caserta

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E’ accusato di rapporti con Bidognetti del clan dei Casalesi

Camorra, Cassazione annulla scarcerazione di Fabozzi

E al processo il pentito Schiavone parla di “patti politici”

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Camorra, Cassazione annulla scarcerazione di Fabozzi
21/02/2013, 10:11

SANTA MARIA CAPUA VETERE - La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento di scarcerazione che era stato disposto dal Tribunale del Riesame nell’ottobre scorso nei confronti di Enrico Fabozzi, ex sindaco di Villa Literno e consigliere regionale eletto nelle liste del Pd, attualmente iscritto al gruppo misto. Fabozzi è coinvolto in un’inchiesta della Dda con l’accusa di aver ricevuto l’appoggio elettorale del clan Bidognetti e avuto rapporti con imprenditori legati alla cosca. La Cassazione ha infatti accolto il ricorso della Dda. Del caso si occuperà nuovamente una diversa sezione del Riesame chiamato a pronunciarsi sulla custodia cautelare in carcere. A quanto si è appreso, la Cassazione si è pronunciata sulla sussistenza delle esigenze cautelari, che come ha sottolineato il pm della Dda Ardituro sarebbero concrete anche in considerazione del fatto che l’esponente politico, in seguito alla scarcerazione, è tornato a rivestire la carica di consigliere regionale. Il 23 ottobre, dopo 11 mesi di reclusione, Fabozzi aveva lasciato il carcere in seguito all’annullamento del Riesame. La decisione della Cassazione è arrivata proprio mentre in quel di Santa Maria Capua Vetere si stava svolgendo il processo a carico di Fabozzi. Collegato in videoconferenza con l’aula di giustizia del tribunale, il pentito Carmine Schiavone ha dichiarato di aver preso accordi con alcuni affiliati dei Casalesi affinché, nelle elezioni del 1988, Fabozzi fosse avvicinato con lo scopo di convincerlo ad appoggiare i consiglieri della Dc. “Dopo la morte di Antonio Bardellino bisognava allontanare i socialisti dalle amministrazioni. Ernesto Bardellino, il fratello di Antonio, era infatti socialista - spiega Schiavone, sollecitato dalle domande del pm Ardituro - allora facemmo fare un accordo tra Pci e Dc in modo che il Partito Comunista potesse sostenere i Democristiani”. “Tutto falso, furono accordi politici presi a livello provinciale” dice in udienza Fabozzi, che ha chiesto e ottenuto di rilasciare dichiarazioni spontanee”. Il prossimo appuntamento con il processo a Fabozzi è fissato per il 6 marzo.

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di Emilio di Cioccio
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