Provincia / Caserta

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Don Ciotti: "Un segnale che ci preoccupa, ma non ci ferma"

Camorra, intimidazione in terreni affidati a volontari Libera

Caldoro: "Insieme per contrastare espressioni di violenza"

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Camorra, intimidazione in terreni affidati a volontari Libera
16/07/2013, 10:43

TEANO - Atti intimidatori sono stati compiuti da ignoti su un terreno confiscato al clan camorristico dei Magliulo a Teano, in provincia di Caserta, e adibito alla coltivazione di alberi da frutto, peschi e meli, affidati in gestione alla Cooperativa “Le Terre di Don Peppe Diana-Libera Terra”. Nella notte tra venerdì e sabato scorsi, riferisce Libera che ne dà notizia e che ha presentato denuncia ai carabinieri della stazione di Teano, è stato tagliato l’impianto di irrigazione del pescheto in più punti e sono state divelte tutte le chiavi di arresto; sono stati rubati materiali e rimossi e buttati a terra i frutti dei primi tre filari di pesche che, pronti per essere raccolti, non sono più recuperabili. Anche all’adiacente meleto risultano danneggiate le chiavi d’arresto dell’impianto di irrigazione. “Un atto doloso e voluto rispetto ai tanti percorsi di legalità che si stanno realizzando su quel territorio, dove prima regnava illegalità ed il potere criminale Un grave segnale che ci preoccupa, ma non ci ferma” commenta don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera. “Solo unendo le forze degli onesti, come le associazioni di volontariato, il mondo della Chiesa, i rappresentanti delle istituzioni, della magistratura e delle forze di polizia - conclude don Ciotti - la richiesta di cambiamento diventa forza di cambiamento”. “Vicinanza e solidarietà a don Luigi Ciotti ed a tutti gli operatori della cooperativa sociale Le Terre di don Peppe Diana-Libera Terra”. Così il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, in merito all’azione vandalica in quel di Teano. “L’attività straordinaria e meritoria che portano avanti - ha sottolineato il governatore - non si ferma davanti ad atti intimidatori, ma continua con maggiore impegno e forza. Le istituzioni hanno il dovere di essere vicine e di non sottovalutare atti come questo. Insieme - ha concluso Caldoro - per contrastare simili espressioni di violenza”.

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di Emilio di Cioccio
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