Provincia / Caserta

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Una nuova udienza è stata fissata per il 27 giugno prossimo

Carditello, deserta l’ennesima asta per la vendita della Reggia

Prezzo di partenza 10mln di euro, fondazione in alto mare

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Carditello, deserta l’ennesima asta per la vendita della Reggia
21/06/2013, 10:38

SAN TAMMARO - Ancora una volta, con buona pace delle associazioni e di quanti ne hanno a cuore le sorti, è andata deserta l’asta giudiziaria per la vendita del Real Sito di Carditello, ubicato sul territorio di San Tammaro. L’esito dell’asta, per la verità, era scontato. Ma, in ogni caso, resta forte la preoccupazione che il monumento possa finire nelle mani di un privato, se non addirittura della camorra, che ne potrebbe stravolgere la destinazione, sebbene vi sia dei vincoli particolarmente stringenti della Sovrintendenza. La procedura giudiziaria, si ricorderà, è in corso davanti alla sezione fallimentare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dove, non più tardi di ieri, c’è stata l’ennesima tappa di una vicenda assai tormentata. Sul tavolo del giudice Valerio Colandrea non sono infatti pervenute offerte; si partiva da una base d’asta di 10 milioni di euro senza incanto. Una nuova udienza per la vendita contestualmente è stata fissata dal giudice Colandrea per il 27 giugno prossimo; si procederà dalla stessa base d’asta di 10 milioni di euro ma, stavolta, con incanto, per cui le eventuali richieste d’acquisto dovranno superare la cifra del 15%. Il che vuol dire che anche l’asta del 27 giugno prossimo andrà deserta e non perverranno offerte al giudice Colandrea.  Come si diceva, nonostante il costo del bene sia diminuito di svariati milioni di euro, rispetto a quando è stata avviata la procedura giudiziaria e si sono tenute le prime aste, restano alte le preoccupazioni di quanti si stanno spendendo per restituire una dignità all’ex fattoria borbonica nelle campagne di San Tammaro. La costituzione della Fondazione, in virtù della quale si è adoperata “Agenda 21”, resta ancora in alto mare e, allo stato, da parte del Governo centrale e della Regione Campania non sono giunti segnali concreti che mettano al riparo il bene dalla vendita all’asta.

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di Emilio di Cioccio
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