Provincia / Caserta

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Ruspe in azione, nuovi prelievi dei tecnici di Arpac e Asl

Casal di Principe, rifiuti tossici: scavi fino a falda acquifera

E a Sparanise sigilli a discarica sotterranea in un’ex cava

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Casal di Principe, rifiuti tossici: scavi fino a falda acquifera
21/09/2013, 10:18

CASAL DI PRINCIPE – I carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Casal di Principe, unitamente ai carabinieri del nucleo operativo ecologico di Caserta, nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha portato al rinvenimento di rifiuti tossici e fanghi industriali interrati, hanno dato esecuzione ad un secondo decreto di perquisizione ed ispezione di un fondo, sito a Casal di Principe, adiacente a quello sequestrato lo scorso 17 settembre. Anche l’attività investigativa in atto è finalizzata a riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, ex affiliato al clan dei Casalesi, Luigi D’Ambrosio che indica il sito quale luogo di sversamento di rifiuti pericolosi, forse anche di natura radioattiva, interrati in epoca remota. Nel corso della seconda perquisizione, il personale tecnico dei vigili del fuoco, dell’Arpac e dell’Asl ha eseguito scavi fino ad una profondità di circa 10 metri, raggiungendo la falda acquifera e ha continuato a prelevare campioni di terreno fangoso da sottoporre a successivi accertamenti di laboratorio. “Le operazioni di scavo – fa sapere la Procura Antimafia in una nota - proseguiranno nei prossimi giorni, in conformità delle esigenze investigative e delle problematiche tecniche da affrontare. Il primo fondo oggetto degli scavi eseguiti lo scorso 17 settembre è stato sottoposto a sequestro e verrà posto in sicurezza dall’amministrazione comunale di Casal di Principe”. Intanto, una discarica sotterranea, composta da rifiuti ferrosi e materiale di scarto di lavori edili e stradali, tra cui anche cordoli in cemento, è stata scoperta dal Corpo Forestale dello Stato in una vecchia cava dell’azienda Calce Idrata, dismessa ormai da 20 anni, nel territorio del Comune di Sparanise. L’area è stata posta sotto sequestro dalla Procura sammaritana già lo scorso mese di giugno, quando furono effettuati i primi carotaggi. L’operazione rientra nell’ambito degli interventi previsti dal protocollo d’intesa firmato dal procuratore Corrado Lembo e dal Corpo Forestale sul monitoraggio delle numerose cave nel Casertano. Ad ottobre saranno monitorati altri due siti.

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di Emilio di Cioccio
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