Provincia / Caserta

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Su ordine della Dda, l’Arma esegue due misure cautelari

Casalesi : fermati autori omicidio D’Alessio -video

Decisive ai fini investigativi le dichiarazioni dei pentiti

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Casalesi : fermati autori omicidio D’Alessio -video
05/02/2014, 12:42

CARINARO – Due ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state notificate dai carabinieri del reparto territoriale di Aversa, a conclusione delle indagini coordinate dalla Dda di Napoli, a Giovanni Letizia e Silvio Borrata. L’accusa, per entrambi, è di concorso in omicidio, con le aggravanti di aver commesso il fatto con premeditazione e di aver agito per motivi abietti e futili, e di detenzione illegale e porto di armi con l’aggravante del metodo mafioso. Le due misure cautelare sono state notificate in relazione all’omicidio di Antonio D’Alessio, avvenuto il 13 ottobre del 2001, in quel di Carinaro. D’Alessio venne intercettato, in località Asi, mentre era a bordo della propria autovettura, da sicari che lo colpivano con 13 colpi d’arma da fuoco esplosi da una pistola. L’omicidio, secondo la ricostruzione accusatoria, venne organizzato da Luigi Guida, alias “o’ drink”, attuale collaboratore di giustizia, per riaffermare la supremazia della fazione Bidognetti del clan dei Casalesi nei confronti del gruppo antagonista dei Cantiello, a cui apparteneva la vittima. La scissione interna alla fazione Bidognetti avvenne negli anni 95’-96’, a seguito dell’arresto del boss Francesco, alias “Cicciotto e’ Mezzanotte”. Alcuni affiliati, diretti da Salvatore Cantiello, alias “Carusiello”, si schierarono con la famiglia Schiavone, divenendone organici. Nella circostanza Silvio Borrata e Luigi Guida si erano appostati nel parcheggio del centro commerciale di Teverola, con il compito di segnalare la presenza della vittima. Luigi Grassia, oggi collaboratore di giustizia, insieme a Giovanni Letizia, quali esecutori materiali, si affiancavano all’auto di D’Alessio ed esplodevano nei suoi confronti numerosi colpi d’arma da fuoco, che ne causarono la morte. Nel corso dell’indagine, i carabinieri di Aversa hanno raccolto riscontri oggettivi alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, che hanno consentito di fare piena luce sul contesto di riferimento.

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di Emilio di Cioccio
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