Provincia / Caserta

Commenta Stampa

In relazione ad un omicidio avvenuto ad ottobre del ’91

Casalesi, in cella il fratello boss “Sandokan” -video

Nuove accuse anche per Francesco e Aniello Bidognetti

.

Casalesi,  in cella il fratello boss “Sandokan” -video
24/10/2013, 11:15

CASAL DI PRINCIPE - All’esito di una complessa indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, la Squadra Mobile di Caserta, unitamente al personale del Servizio Centrale Operativo e della Polizia Scientifica, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio, aggravato dal metodo mafioso e dal fine di agevolare l’organizzazione dei Casalesi nei confronti di Francesco Bidognetti, Aniello Bidognetti e Antonio Schiavone, fratello di Francesco Schiavone, alias Sandokan. La misura cautelare rappresenta l’ulteriore epilogo di un’accurata indagine riguardante l’omicidio di Aldo Scalzone, avvenuto il 20 ottobre del ’91 a Casal di Principe. Per tale omicidio la Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere aveva già emesso, il 29 ottobre del 2004, una sentenza di condanna all’ergastolo nei confronti di Francesco Schiavone, alias Sandokan, del fratello di questi Walter e di Giuseppe Diana, detto “cuoll e paper”, e a tredici anni di reclusione nei confronti di Franco Di Bona. Recenti approfondimenti investigativi - suffragati anche dalle dichiarazioni di un pentito, materiale esecutore dell’omicidio - avevano, infatti, apportato un ulteriore contributo per accertare il coinvolgimento anche dei destinatari della misura cautelare eseguita ieri, e in particolare sul ruolo svolto da Antonio Schiavone, uno dei fratelli di Sandokan. Veniva confermato che il movente dell’omicidio di Scalzone s’inquadrava nel contesto della violenta faida che all’epoca, nei primi anni ‘90, contrapponeva il gruppo Schiavone-Bidognetti a quello De Falco-Quadrano-Caterino, essendo lo Scalzone un imprenditore strettamente legato a Vincenzo De Falco, ucciso poco tempo prima. Veniva altresì confermato, secondo la ricostruzione accusatoria, il coinvolgimento, in qualità di mandante, di Francesco Bidognetti, alias “cicciotto e mezzanotte”, e quello svolto dal suo primogenito Aniello. Veniva, infine, delineato il ruolo svolto da Antonio Schiavone, fratello minore di Sandokan, che, nella fase organizzativa del delitto, fu tra i messaggeri del mandato omicidiario impartito dai due capi clan all’epoca detenuti.

Commenta Stampa
di Emilio di Cioccio
Riproduzione riservata ©