Provincia / Caserta

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Indagine della Dda, decisivo il contributo dei pentiti

Casalesi, 4 ordinanze per un omicidio del 2004 -video

Vittima coinvolta nella faida tra Bidognetti e Cantiello

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Casalesi, 4 ordinanze per un omicidio del 2004 -video
12/11/2013, 10:41

CASAL DI PRINCIPE – All’esito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, in relazione all’omicidio di Benito Iorio, avvenuto il 20 settembre del 2004 in quel di Casal di Principe, i carabinieri della locale compagnia hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Napoli, nei confronti di quattro persone, ritenute affiliate al sodalizio camorristico dei Casalesi, per i delitti di: omicidio, tentato omicidio e porto abusivo di armi, aggravati dal metodo mafioso. La misura della custodia cautelare in carcere è stata notificata a Raffaele Bidognetti, alias “o puffo”, a Francesco Di Maio, alias “Ciccio e Marano”, a Lorenzo Ventre, ed a Vincenzo Duccillo, detto “Vincenzino”, tutti già detenuti per altri reati. La vittima, Benito Iorio, intercettato dai sicari in via San Donato mentre si trovava alla guida della sua auto, colpito da diversi colpi d’arma da fuoco, decedeva all’istante, mentre un’altra persona che lo accompagnava riportava lesioni non gravi. L’omicidio in questione, è stato ricostruito, venne deciso da Raffaele Bidognetti, all’epoca reggente dell’omonimo gruppo camorristico, per riaffermare la supremazia della fazione Bidognetti su quella dei Cantiello. La scissione interna al gruppo Bidognetti era avvenuta negli anni 95'-96', quando, a seguito dell’arresto del capo indiscusso, Francesco Bidognetti, alias “Cicciotto e' mezzanotte”, padre di Raffaele, alcuni affiliati facenti capo a Salvatore Cantiello, alias “Carusiello” si schierarono con la famiglia Schiavone, divenendone organici. L’omicidio di Iorio venne eseguito materialmente da Raffaele Bidognetti, Francesco Di Maio e Lorenzo Ventre, mentre Vincenzo Duccillo, unitamente ad altre due persone, poi divenute collaboratori di giustizia, svolsero il ruolo di “specchiettisti”. Nell’ambito di indagini finalizzate a risalire agli autori degli omicidi maturati all’interno della faida tra il gruppo Bidognetti e quello dei Carusiello, nello scorso mese di gennaio i carabinieri davano esecuzione ad altre misure cautelari nei confronti di persone ritenute, a vario titolo, autori degli omicidi di Francesco Panaro, avvenuto nel 2001, e di Raffaele Zippo, entrambi avvenuti a Casal di Principe, sempre nel 2001.

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di Emilio di Cioccio
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