Provincia / Caserta

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Avevano taglieggiato due imprenditori di Casapesenna

Casalesi, condannati 4 fedelissimi di Zagaria -video

Il gup ha rinviato al rito civile per il risarcimento danni

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Casalesi, condannati 4 fedelissimi di Zagaria -video
29/10/2013, 09:35

CASAPESENNA – Accusati dei reati di estorsione tentata e consumata, aggravati dal metodo mafioso, al termine del rito abbreviato, quattro fedelissimi dell’ex primula rossa del clan dei Casalesi, Michele Zagaria, sono stati condannati dal gup del Tribunale di Napoli, Maria Vittoria Foschini, a pene detentive comprese tra i quattro ed i sette anni di reclusione. Il procedimento ha preso il via sulla base delle denunce presentate ai carabinieri da due imprenditori di Casapesenna, roccaforte dell’ex latitante del clan, ovvero da un imprenditore proprietario di un noto caseificio di mozzarella di bufala con sede a Capua, che esporta in tutto il mondo, e dal proprietario di un’azienda di trasporti; le vittime si sono poi costituite parte civile nel processo, unitamente al Fai e all’Unione Antiracket Casertana. La condanna più elevata, pari a sette anni di carcere, è stata inflitta a Michele Fontana, 43 anni, soprannominato “‘o sceriffo”; il gup ha poi condannato a sei anni l’omonimo Michele Fontana, di 42 anni, a quattro anni e quattro mesi Luigi Diana, ed a quattro anni e otto mesi Luciano Fontana. Per quanto concerne il risarcimento danni il gup Foschini ha rinviato al rito civile. Entrando più nei dettagli, i fatti sono avvenuti durante e dopo la latitanza di Michele Zagaria. In particolare il titolare dell’azienda di trasporti ha pagato al clan una tangente di 30mila euro, quando il boss era in fuga, mentre l’imprenditore del settore lattiero-caseario è stato avvicinato da Luigi Diana poco dopo l’arresto del latitante, avvenuto nel dicembre 2011. “Ti devi mettere a posto, altrimenti sono guai”, queste le minacce pronunciate dall’estorsore ma l’imprenditore non si è piegato e ha denunciato tutto ai carabinieri

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di Emilio di Cioccio
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