Provincia / Caserta

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Per associazione a delinquere di stampo camorristico

Casalesi, condannati i fratelli Pasquale e Carmine Zagaria

Entrambi volevano attentare alla vita dei pm della Dda

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Casalesi, condannati i fratelli Pasquale e Carmine Zagaria
16/04/2013, 10:23

SAN CIPRIANO D'AVERSA - Il gup del Tribunale di Napoli Giuliana Pollio ha condannato a dieci anni e otto mesi di reclusione Pasquale e Carmine Zagaria, fratelli di Michele, alias “capastorta”, ex primula rossa del clan dei Casalesi. Erano imputati del reato di associazione a delinquere di stampo camorristico, nel processo celebrato con rito abbreviato e scaturito da una delle tante indagini condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sui misfatti commessi dal gruppo criminale. Sette, complessivamente, gli affiliati al clan dei Casalesi che sono stati condannati. Accolte in toto le richieste che erano state formulate dal pubblico ministero Catello Maresca. Pasquale Zagaria, alias “Bin Laden”, è sempre stato considerato la mente economica del clan camorristico. Nel 2000 il clan riesce ad entrare, infatti, nella gestione di appalti milionari del Ministero per le Infrastrutture. In poco tempo, hanno poi ricostruito gli inquirenti, gli interessi del clan dei Casalesi, partendo dalla Campania, cominciano ad estendersi fino al Lazio, la Toscana, l’Umbria, l’Abruzzo, la Lombardia e, in particolare, l’Emilia-Romagna. Nel 2009 a Pasquale Zagaria vengono sequestrati beni immobili, per un valore complessivo che supera i venti milioni di euro, molti dei quali a Parma, intestati al suocero. Sia Pasquale che Carmine Zagaria nel dicembre 2011 risultano destinatari di ulteriori ordinanze di custodia cautelare in carcere, dopo che il pentito Nicola Cangiano racconta ai pm della Dda di un summit di camorra, durante il quale si decise di attentare alla vita di alcuni magistrati. Nel mirino c’erano, in particolare, i pm Catello Maresca, Cesare Sirignano, Alessandro Milita e Franco Roberti; quest’ultimo, oggi, procuratore di Salerno.

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di Emilio di Cioccio
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