Provincia / Caserta

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Provvedimento emesso dal Tribunale di Santa Maria C.V.

Casalesi, divieto di dimora per moglie boss Iovine

Secondo la Dda gestirebbe l’impero costruito dal marito

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Casalesi, divieto di dimora per moglie boss Iovine
26/10/2012, 11:02

CASERTA - Nuovo provvedimento di divieto di dimora in provincia di Caserta per Enrichetta Avallone, moglie dell’ex primula rossa del potente clan dei Casalesi, Antonio Iovine, alias ‘o ninno. La misura, emessa dalla prima sezione penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, le è stata notificata dai carabinieri del comando provinciale di Caserta. Fermo restando il nuovo provvedimento, la moglie di Iovine, da oltre un anno, è sottoposta all’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria e da un paio di mesi aveva potuto far ritorno in provincia di Caserta. Dall’estate 2011 fino all’estate scorsa, dopo aver scontato una condanna per estorsione, la Avallone ha risieduto infatti a Venafro, in provincia di Isernia, giacché, su richiesta dei pm della Direzione Distrettuale Antimafia, il gip aveva ritenuto opportuno mantenerla lontana dal territorio controllato dal clan dei Casalesi, di cui il marito era, ed è, un elemento di primo piano. Il 12 giugno scorso, tra l’altro, la Avallone, 43enne, è stata condannata a otto anni di reclusione nel processo di primo grado celebrato nei confronti di un’ottantina di imputati appartenenti alla cosca criminale. Stando agli inquirenti, la Avallone è una “donna d’onore”, che tuttora gestirebbe gli affari e l’impero economico costruito dal marito. Un impero economico che, negli ultimi anni, si è allargato alle regioni Umbria, Emilia Romagna, Marche e, soprattutto, Lazio. Come Iovine, anche la moglie è abituata ad agire, senza dare nell’occhio. Basti pensare che l’hanno arrestata per estorsione, ma non sono riusciti a sequestrarle beni lussuosi che aveva in casa: la Avallone aveva preso l’abitudine di conservare per ogni oggetto prezioso un biglietto di auguri che lo indicasse come regalo; pertanto, essendo regali, non potevano essere sequestrati. E sempre secondo quanto accertato dall’Antimafia, fu per volere della Avallone che Antonio Iovine decise di portare avanti una lotta interna contro Rosanna De Novellis, vedova del fratello Carmine Iovine. Il motivo? Voleva rifarsi una vita al di fuori del sistema camorra.

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di Emilio di Cioccio
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