Provincia / Caserta

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Operazione del nucleo investigativo dell’Arma di Caserta

Casalesi, faida interna al clan: nuova ordinanza per Setola

Villa Literno, accusati di omicidio pure Cirillo e Cavaliere

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Casalesi, faida interna al clan: nuova ordinanza per Setola
09/05/2013, 11:11

VILLA LITERNO - I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Caserta hanno arrestato tre persone ritenute responsabili di omicidio, tentato omicidio, nonché di porto e detenzione illegale di armi da fuoco, aggravati dalla finalità di voler agevolare le attività del sodalizio criminale di appartenenza. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip presso il tribunale di Napoli nell'ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Nel corso delle indagini sono stati acquisiti “gravi e concordanti elementi di colpevolezza” a carico degli indagati riguardo a due omicidi commessi a Villa Literno. Il primo omicidio è quello di Davide Orabona, ucciso il 14 ottobre 1998 allìinterno di una tabaccheria con numerosi colpi di pistola; la vittima era ritenuta legata a Cesare Tavoletta e Massimo Ucciero, considerati vertici del gruppo camorristico Tavoletta-Ucciero. Il secondo omicidio è quello di Gaetano Pecchia, ucciso a colpi di pistola il 16 maggio 2000 davanti al suo autosalone; la vittima era suocero di Mario Tavoletta, elemento ritenuto di spicco del clan Tavoletta-Ucciero. Entrambi gli omicidi si inseriscono, secondo gli investigatori, nel contesto della 'guerra', con numerose vittime, che si consumò nel clan dei Casalesi tra il 1997 e il 2007, tra i gruppi Tavoletta-Ucciero da un lato e Bidognetti dall’altro che si contendevano la supremazia nella gestione delle attività criminose a Villa Literno. Il gruppo Tavoletta era appoggiato dal gruppo scissionista, che si staccò dai Bidognetti, e poteva contare su personaggi di alto spessore criminale. Anche la compagine contrapposta era composta da personaggi di livello criminale altrettanto elevato. Fondamentale, ai fini delle indagini, il contributo fornito ai magistrati dai collaboratori di giustizia; primo fra tutti, Domenico Bidognetti, cugino del boss Francesco Bidognetti, alias “Cicciotto e’ mezzanotte”. A commetterli sarebbero stati Giuseppe Setola, alias 'o cecato, ex “numero uno” dell’ala stragista del clan, con Alessandro Cirillo e Mario Cavaliere, considerati dagli inquirenti, anche loro, elementi di spicco del clan.

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di Emilio di Cioccio
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