Provincia / Caserta

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Processo con rito abbreviato, 6 anni e 8 mesi di reclusione

Casalesi, figlio di ‘Sandokan’ condannato per estorsione

Carminotto o’ staffone è in carcere dal 21 gennaio del 2013

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Casalesi, figlio di ‘Sandokan’ condannato per estorsione
28/01/2014, 14:51

CASAL DI PRINCIPE – E’ stato riconosciuto colpevole del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso e condannato a sei anni ed otto mesi di reclusione. Stiamo parlando di Carmine Schiavone, figlio del capo indiscusso del clan camorristico dei Casalesi, Francesco, alias “Sandokan”; quest’ultimo, si ricorderà, si trova rinchiuso in un carcere di massima sicurezza del Nord Italia, dove è sottoposto al regime del 41bis e dove sta scontando la condanna all’ergastolo per associazione mafiosa. Tornando al figlio Carmine, la condanna, da parte del gup Alessandra Ferri, è arrivata a conclusione del processo con rito abbreviato che si è svolto dinanzi al Tribunale di Napoli; accolte, in parte, le richieste che erano state avanzate dal pubblico ministero Annamaria Lucchetta. Entrando più nei dettagli, il giudice Ferri ha ritenuto il figlio di Schiavone colpevole di estorsione aggravata nei confronti di un pasticciere dell’agro aversano. Oltre a Carmine Schiavone, difeso dall’avvocato Mauro Iodice del foro di Santa Maria Capua Vetere, sono state condannate altre tre persone: Costantino Diana (otto anni di reclusione); Francesco Piccolo (sei anni di reclusione) e Luigi D’Ambrosio (tre anni di reclusione). Quest’ultimo, un tempo organico al clan dei Casalesi, ha deciso di pentirsi, collaborando appunto con i magistrati, ed è diventato grande accusatore del figlio di “Sandokan”. Il giudice Ferri, però, non ha ritenuto Carmine Schiavone, alias “carminotto o’ staffone”, recluso dal 21 gennaio del 2013 in quanto ritenuto reggente del clan dei Casalesi, colpevole di un’altra estorsione consumata ai danni del titolare di una rivendita di pneumatici dell’agro aversano.

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di Emilio di Cioccio
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