Provincia / Caserta

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Sono accusati di estorsione, rapina e detenzione di armi

Casalesi, operazione “Bad Boys”: gip convalida fermi -video

Tra gli arrestati anche Biondino, figlio dell’ex capozona

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Casalesi, operazione “Bad Boys”: gip convalida  fermi -video
24/02/2014, 12:33

GRAZZANISE – L’accusa è di aver imposto ai commercianti l’acquisto di materiale di cancelleria e pubblicitario a prezzi sproporzionati, specie in prossimità delle feste natalizie, e di avere estorto denaro a farmacie, pompe funebri e imprese del settore caseario. Il gip ha convalidato il fermo di sei affiliati al clan camorristico dei Casalesi, fazione degli Schiavone, raggiunti da ordinanze di custodia cautelare in carcere lo scorso 19 febbraio, nell’ambito dell’operazione denominata “Bad Boys”, condotta dai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere e della stazione di Grazzanise e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. L’ultimo, in ordine di tempo, ad essere stato fermato è Raffaele Biondino, 31enne, figlio di Francesco, ex capozona di Trentola Ducenta. Si nascondeva in un albergo a Cremona ma, venuto a conoscenza delle ricerche in corso, in compagnia di due persone, di origine campana, a bordo di un’autovettura si stava dirigendo verso Brescia. Bloccato lungo la tangenziale, disarmato, non ha opposto resistenza ai militari ed ha riferito che si stava spostando per affari; affari che non risultano in alcun modo agli investigatori. Biondino e gli altri cinque arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, rapina e reati in materia di detenzione e porto d’armi comuni da sparo. L’indagine ha preso il via a seguito della denuncia di un imprenditore che, rompendo il muro di omertà, decideva di riferire di una richiesta estorsiva cui era stato sottoposto. Nel corso delle indagini, sono stati definiti: i compiti ed i ruoli all’interno dell’organizzazione; la responsabilità di cinque estorsioni nei confronti di altrettanti imprenditori e commercianti, tra cui imprese nel settore caseario, farmacie ed una impresa di pompe funebri, per un danno complessivo di circa 10mila euro. Acclarata inoltre la disponibilità di armi, pistole e fucili, che gli indagati si procuravano ed impiegavano per sottolineare la propria caratura criminale minacciando le vittime, nonché, in un caso, per compiere una rapina posta in essere, con volto travisato e con l’uso di un fucile con canna mozzata, la notte di Capodanno in danno del “Bar Cristal” di Casal di Principe.

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di Emilio di Cioccio
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