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Della Corte in videoconferenza durante il processo Eco4

Casalesi, pentito: “Mi chiesero di uccidere pm Milita” -video

E di Cosentino dice: “Non so se abbia fatto favori al clan”

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Casalesi, pentito: “Mi chiesero di uccidere pm Milita” -video
28/01/2014, 10:16

CASAL DI PRINCIPE – “Tra il 2005 e il 2006 incontrai l’avvocato Cipriano Chianese che mi chiese di uccidere il pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Alessandro Milita. Io non accettai, perché volevo più soldi di quelli che mi erano stati offerti”. La dichiarazione shock del pentito Francesco Della Corte, un tempo organico al clan dei Casalesi, arriva nel corso di una nuova udienza del processo Eco4, che si sta svolgendo davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere; processo che vede tra gli imputati anche l’ex sottosegretario all’Economia e alle Finanze, Nicola Cosentino, accusato di concorso esterno in associazione camorristica. Della Corte ha confermato, rispondendo in video-conferenza alle domande dello stesso pm Milita, una circostanza contenuta nell’ordinanza di arresto, eseguita verso la fine del 2013, proprio a carico dell’avvocato Chianese, ritenuto il principale artefice, per conto del clan dei Casalesi, del traffico di rifiuti tossici dal Nord Italia ai territori casertani e napoletani. Per questi fatti Chianese è sotto processo a Napoli. Della Corte, in videoconferenza da una località protetta, ha anche rivelato che l’onorevole Cosentino, già leader regionale del Pdl, “era interessato ai lavori di realizzazione dell’aeroporto di Grazzanise, a quelli di ampliamento del porto di Villaggio Coppola, in quel di Castel Volturno, oltre che al progetto del centro commerciale “Il Principe”, che doveva sorgere al confine tra i comuni di Casal di Principe e Villa di Briano”. Rispondendo, poi, ad una precisa domanda, il pentito ha tenuto a puntualizzare che il legame tra il clan dei Casalesi e l’onorevole Cosentino è frutto di una sua supposizione, “in quanto, da Casal di Principe, sin dall’inizio degli anni ’80, è sempre arrivato l’ordine, prima da Antonio Bardellino e poi da Francesco Bidognetti, di appoggiare Cosentino in occasione delle diverse tornate elettorali. Ma non so indicare – ha concluso Della Corte – favori concreti fatti da Cosentino al clan”.

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di Emilio di Cioccio
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