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Corruzione e favori in caserma, in otto alla sbarra

Casalesi, processo a “divise sporche”: chiesti 58 anni

Imputati ufficiali, sottoufficiali e appuntati dell’Arma

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Casalesi, processo a “divise sporche”: chiesti 58 anni
13/02/2013, 10:40

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Il pm della procura di Santa Maria Capua Vetere, Silvio Marco Guarriello, ha chiesto le condanne per otto imputati e l’assoluzione per un unico imputato nell’ambito del processo sulle cosiddette “divise sporche”, in servizio nel Casertano, che vede imputati ufficiali, sottoufficiali, appuntati dei carabinieri, ma anche civili. Le imputazioni vanno dall’estorsione al falso in atto pubblico, dalla procurata evasione fino alla corruzione. In pratica, i carabinieri in servizio presso la compagnia di Santa Maria Capua Vetere avrebbero agevolato il clan dei Casalesi nelle estorsioni e in altri affari in provincia di Caserta. La vicenda è relativa alle richieste di pizzo avanzate ai titolari del centro di telefonia “Future Game” di San Tammaro ed al titolare di una fabbrica di materassi Pietro Russo che nel 2005 si presentò alla caserma dei carabinieri per denunciare gli estorsori. Stando alla ricostruzione fornita dagli inquirenti, l’imprenditore si sentì rispondere dal tenente Andrea Policastro: “Paghi, per quieto vivere”. Da allora il tenente, originario di Nola, nel napoletano, è stato arrestato e poi sospeso dal servizio. Intanto, l’imprenditore Russo è diventato presidente dell’associazione Antiracket e ha denunciato le richieste estorsive: 1.500 euro da pagare per tre volte all’anno, dal dicembre 2002 a Pasqua del 2005. Cinque collaboratori di giustizia hanno ricostruito gli episodi nel processo che si sta svolgendo davanti al giudice Pierluigi Picardi del foro sammaritano. Il pm Guarriello ha chiesto la pena a 14 anni di reclusione per l’ex tenente Policastro, l’assoluzione piena per l’appuntato Michele Pescatore, 2 anni per il gestore di un albergo, Tommaso Moretta, 8 anni per Raffaele Giannetti, 12 anni per l’ex maresciallo dei carabinieri Gesmundo Pietro, 2 anni per il pentito Michele Froncillo, 8 anni per il militare Giuseppe Ferraro, 3 anni per Secondino Casaro e 8 anni per Gennaro Russo. La discussione degli avvocati difensori è prevista per il 26 febbraio.

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di Emilio di Cioccio
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