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Guida: "L’onorevole era una cosa con il boss Bidognetti"

Casalesi, processo Eco4: pentito tira in ballo Cosentino

Ok del Tribunale all’acquisizione delle 46 intercettazioni

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Casalesi, processo Eco4: pentito tira in ballo Cosentino
07/05/2013, 11:11

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Era talmente forte il potere di condizionamento della camorra casalese sulle amministrazioni del Casertano da poter far riaprire una discarica pubblica che, precedentemente, era stata chiusa poiché satura. Emerge anche questo dalle dichiarazioni dell’ex reggente del clan Bidognetti, oggi collaboratore di giustizia, Luigi Guida, al processo a carico dell’ex deputato Nicola Cosentino sulle infiltrazioni dei Casalesi nel ciclo integrato dei rifiuti. “Mi rivolsi a Nicola Cosentino attraverso Nicola Alfiero (esponente di spicco del clan, ndr) - dichiara Guida - per un intervento presso il Comune di Castel Volturno affinché non prorogasse l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti ai fratelli Orsi, che non versavano al clan la tangente che ritenevamo idonea. Cosa che poi avvenne. Lo feci perché lo stesso Alfiero, ma anche altri esponenti di vertice della fazione di Bidognetti, mi dissero che Cosentino era 'una cosa' con Cicciotto (ovvero, il boss Francesco Bidognetti)”. Rispondendo alle domande del pm della Dda, Alessandro Milita, Guida afferma “di non conoscere personalmente Cosentino” e di essere stato messo al corrente dai vertici della cosca che “Cosentino ha negli anni fornito copertura politica al clan che, a sua volta, lo ha sempre appoggiato alle elezioni, anche dopo l’arresto di Cicciotto (1993), quando furono il figlio Aniello Bidognetti e Giuseppe Setola a sostenerlo”. “Per questo - prosegue Guida - quando ci furono problemi a Castel Volturno, che all’inizio degli anni 2000 era amministrata dal centro-destra con il sindaco di Forza Italia Antonio Scalzone, ordinai ad Alfiero (già condannato ad otto anni, con rito abbreviato, nell’ambito del medesimo processo, ndr), di andare dall’onorevole Cosentino, allora coordinatore del partito”. L’esame del collaboratore di giustizia si concluderà il prossimo 3 giugno, quando si terrà il controesame degli avvocati di Cosentino Agostino De Caro e Stefano Montone. Intanto, il presidente del collegio giudicante Giampaolo Guglielmo, dopo il recente via libera della Corte Costituzionale, ha disposto l’acquisizione delle 46 intercettazioni telefoniche in cui compare la voce dello stesso ex deputato e la cui utilizzazione era stata negata dalla Camera dei Deputati.

 

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di Emilio di Cioccio
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