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Il pm della Dda di Napoli chiede anche due assoluzioni

Casalesi, processo “Spartacus 3”: condanne per 49 anni

Indagini scaturite dal rinvenimento dell’archivio del clan

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Casalesi, processo “Spartacus 3”: condanne per 49 anni
23/05/2013, 10:36

CASAL DI PRINCIPE - Condanne per complessivi quarantanove anni di carcere. A distanza di quasi dieci anni, si è conclusa così la requisitoria del pubblico ministero, nell’ambito di uno degli innumerevoli processi stralcio scaturiti da “Spartacus 3”. Dinanzi al collegio del presidente Maria Francica, il pm della Direzione Distrettuale Antimafia ha avanzato le sue richieste di pena per gli imputati, accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso ed intestazione fittizia di beni per conto del clan. Queste le condanne invocate: 9 anni per Aldo Picca, di Aversa; 9 anni per Domenico Ruggiero, di Capua; 10 anni per Antonio Cangiano, di Casal di Principe; 12 anni per Luigi Iorio, di Casal di Principe; 9 anni per Emerson Guarino, di Casal di Principe. Chiesta, invece, l’assoluzione per Matteo Mirra e Anna Maria Bianchi, di Santa Maria La Fossa. I loro nomi finirono al vaglio degli inquirenti a seguito del ritrovamento nell’abitazione di Vincenzo Schiavone, detto “copertone”, contabile del clan e nipote di “Sandokan” (nella foto, ndr), di materiale cartaceo ed informatico, poi risultato estremamente utile per scardinare il sistema messo in piedi dalla camorra in tutto il territorio della provincia di Caserta. Sulla base di quel materiale, sequestrato il 13 dicembre del 2004,  vennero aperte ulteriori indagini che consentirono di ottenere un’aggiornata visione di molte delle attività e della struttura del clan dei Casalesi, in particolare della fazione facente capo alla famiglia Schiavone. Dalla documentazione, gli inquirenti sarebbero riusciti a ricostruire la suddivisione in gruppi dei diversi affiliati a seconda delle zone.

 

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di Emilio di Cioccio
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