Provincia / Caserta

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Era utilizzato dagli affiliati alla fazione degli Schiavone

Casalesi, scovato dall’Arma bunker a Villa Literno

Nei guai finisce un 51enne, con piccoli precedenti penali

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Casalesi, scovato dall’Arma bunker a Villa Literno
23/04/2013, 11:53

VILLA LITERNO - I carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Casal di Principe hanno scoperto e sequestrato un sofisticato nascondiglio-bunker, utilizzato da affiliati al clan dei Casalesi, fazione degli Schiavone, costituito da due piccoli vani, con il secondo nascosto all’interno del primo, accessibili mediante due congegni idraulici nel pavimento. Nell’ambito dell’attività di indagine, coordinata dalla Dda di Napoli, i carabinieri hanno eseguito nei giorni scorsi una serie di perquisizioni nell’agro aversano, tra le quali, ha dato esito positivo, il controllo eseguito in un’abitazione nel comune di Villa Literno, di proprietà di un 51enne (C.V., ndr), gravato da piccoli precedenti penali ma soggetto che risultava, almeno formalmente, estraneo ai clan camorristici. Nel corso della perquisizione, eseguita con l’ausilio di attrezzature meccaniche utilizzate per abbattere ostacoli fissi, i carabinieri hanno scoperto il meccanismo idraulico che consentiva, grazie ad una botola occultata perfettamente nel pavimento di una stanza dell’abitazione, di accedere ad un primo locale di circa 8-10 mq. I carabinieri, ricordando anche la conformazione del bunker in cui venne arrestato proprio Francesco Schiavone “Sandokan”, hanno continuato a perforare anche il pavimento del primo bunker, riuscendo a scovare una seconda botola, nascosta nel pavimento che, tramite lo stesso meccanismo idraulico, conduceva a un secondo vano di circa 3 mq. Il bunker, ideato sul principio delle “scatole cinesi”, era dotato di una lampada ed un tubo di areazione; all’interno della stanza, che consentiva l’accesso al primo vano bunker, i militari hanno trovato una paletta rifrangente, riproduzione fedele di quelle in uso alle Forze di Polizia, e un monitor collegato a un impianto di videosorveglianza esterno all’abitazione, che consentiva di prevenire l’arrivo delle forze dell’ordine e permetteva al latitante di nascondersi all’interno del bunker.

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di Emilio di Cioccio
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