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“Crisi, le priorità? Pagamento debiti PA e cuneo fiscale”

Caserta, Confindustria accoglie Squinzi a Palazzo Reale

Appello del leader alla platea: “Investite nella cultura”

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Caserta, Confindustria accoglie Squinzi a Palazzo Reale
10/07/2013, 11:49

CASERTA - “Le priorità assolute per le imprese in questo momento sono due, il pagamento dei debiti alle imprese da parte della pubblica amministrazione e l’alleggerimento del fisco”. Non ha dubbi al riguardo il leader nazionale di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenuto ai lavori dell’assemblea annuale degli industriali casertani, ospitata nella cornice della Reggia vanvitelliana. “I debiti della pubblica amministrazione verso le imprese, ormai, hanno superato quota 100 miliardi” ricorda Squinzi. Che puntualizza: “C’è stato comunque promesso che ne verranno pagati 40, da qui al 2014. Considerando la stretta creditizia che stiamo vivendo, è un passo in avanti importante”. E rincarando la dose, aggiunge: “Occorre un intervento forte sul costo del lavoro, tagliandolo dall’imponibile Irap, defiscalizzando e decontribuendo, in modo da recuperare una decina di punti nei confronti dei nostri competitori europei”. A margine dell’assemblea degli imprenditori di Caserta, Squinzi, rispondendo alle domande dei giornalisti, si sofferma anche sulla situazione politica nazionale: “Il governo Letta è l'unico che abbiamo ed è meglio che ce lo teniamo da conto. Se avesse dei problemi, - prosegue - non so come ne verremo fuori. Adesso stanno cominciando a dare delle soluzioni. Anche se tutto quello fatto finora non è sufficiente, va nella direzione giusta. Questi passi andranno comunque ampliati e accelerati”. Ma il “numero uno” degli industriali si sofferma anche sulla crisi che il Paese sta vivendo e sulle possibili soluzioni concrete che, nell’immediato, potrebbero trovare applicazione: “Dovremmo investire nei beni paesaggistici e culturali in Italia, che sono principalmente al Sud” ammette Squinzi, rivolgendosi alla platea dei presenti. “Se penso che 800 miliardi l’anno sono i costi dello Stato - dice - questo è preoccupante. Bisogna fare spending review e ridurre i costi della pubblica amministrazione. Non è possibile che non si riesca a risparmiare il 2/3% su 800 miliardi e che non si riesca a fare un investimento di 100 milioni nel settore della cultura”.

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di Emilio di Cioccio
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