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Conferenza stampa di inizio d’anno del neo presidente

Caserta, fermare il declino: la ricetta di Confindustria

Turismo, cultura e green economy per battere la crisi

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Caserta, fermare il declino: la ricetta di Confindustria
08/01/2013, 10:09

CASERTA - “Fermare il declino industriale. Se non si affronta immediatamente questa emergenza si rischia di perdere definitivamente il treno della ripresa economica”. Il presidente di Confindustria Caserta, Luciano Morelli, argomenta più volte questi concetti nel rispondere alle domande dei giornalisti, nel corso della consueta conferenza stampa di inizio d’anno, che è anche la prima del suo mandato, svoltasi nella sede dell’associazione. Senza una forte presenza manifatturiera, questo il ragionamento di Morelli, tutti i progetti di crescita, anche i più felici, restano mera esercitazione concettuale. Poi si tratta, certo, di individuare nuovi motori di sviluppo. A cominciare dal turismo, dalla cultura e dalla green economy, le cui potenzialità sono notevoli e tuttora inespresse. “La verità, però, - tuona il leader degli industriali - è che finora la provincia di Caserta e, più in generale il Mezzogiorno, è tutt’altro che tra le principali preoccupazioni della classe politica; né – è questo è anche peggio – alla questione casertana e meridionale sembrano dare sufficiente spazio i programmi elettorali dei partiti”. Un ragionamento a 360 gradi, ovviamente, ma che torna puntualmente su quello che è, per Confindustria Caserta, la priorità assoluta sul fronte della crisi economica: arrestare il processo di desertificazione industriale in atto nella nostra provincia. A questo scopo, anzi, il presidente della maggiore associazione datoriale di Terra di lavoro chiederà, già da domani, impegni concreti alle istituzioni. Quanto alla sfida dell’internazionalizzazione occorre, invece, che siano gli imprenditori a mettersi in gioco e, da questo punto di vista – nel senso cioè di aiutare le imprese, soprattutto quelle piccole, a fare massa critica, a cercare nuovi mercati di sbocco – la struttura confindustriale può e deve fare di più. Alla domanda, infine, se gli effetti della crisi si siano fatti sentire e in che misura a livello locale, Morelli ha ricordato che il rapporto tra natalità e mortalità delle aziende in seno a Confindustria Caserta è rimasto più o meno inalterato. Anzi, è leggermente positivo. Questo, però, non significa che tra le circa 1700 aziende associate, tra rapporti diretti o convenzionati non si avverta la crisi. Una crisi che spesso si sostanzia anche nella difficoltà di versare le quote. E, dunque, un motivo in più per impegnare la struttura associativa a erogare maggiori e più efficienti servizi. A fare squadra, insomma.

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di Emilio di Cioccio
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