Provincia / Caserta

Commenta Stampa

Caserta, “Il Vero e il Falso”: Mostra espositiva del falso monetario


Caserta, “Il Vero e il Falso”: Mostra espositiva del falso monetario
11/03/2011, 14:03

Nella mattinata odierna, presso l’Aula Magna della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, sita all’interno della Reggia di Caserta, è stata inaugurata la mostra itinerante denominata "Il Vero e il Falso", alla presenza del Comandante Regionale Campania della Guardia di Finanza, Generale di Divisione Giuseppe Mango, e delle massime Autorità civili, militari e religiose della Provincia.

L’iniziativa verte sul tema dell’evoluzione del fenomeno della falsificazione monetaria in più di 2500 anni di storia, a partire dall’epoca greco-romana e fino a giungere all’età contemporanea. Strutturata per aree tematiche, proporrà i più rappresentativi casi di falso attraverso il raffronto di ciascun pezzo in vetrina con l’esemplare originale.
L'esposizione ha come obiettivo quello di ripercorrere l'evoluzione del fenomeno della falsificazione monetaria e l'attività del Corpo al contrasto della stessa.

E’ possibile ammirare un vastissimo repertorio di monete di età antica, medievale e moderna, messe a disposizione dai più importanti musei italiani, cui si aggiungono le serie complete delle emissioni di banconote della Banca d’Italia, che hanno scandito la storia del nostro Paese dalla proclamazione del Regno d’Italia ad oggi, provenienti dalle raccolte di Palazzo Koch.

Sono presenti anche esemplari della famosa collezione reale di Vittorio Emanuele III, la più importante al mondo di monete medievali italiane, custodita nel “caveau” del Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo.

Uno spazio dell’esposizione è dedicato, inoltre, alla ricostruzione delle più importanti operazioni di falsificazione effettuate nei periodi bellici.

Nell’area relativa alle clonazioni dei più moderni strumenti di pagamento (carte bancomat, carte di credito, etc.) sono esposte le differenti tipologie di circuiti elettronici e di macchinari illegalmente utilizzati per captarne i dati.

Altra simpatica sezione della mostra è dedicata alle cosiddette “banconote di fantasia”, che riguardano falsi impropri, prodotti nel periodo a cavallo dell’unità d’Italia. Si tratta di biglietti estremamente particolari, che imitano soltanto nella forma i corrispondenti esemplari stampati dalle banche.
La produzione di questi “falsi particolari” è avvenuta nel passaggio dagli stati preunitari al nuovo stato nazionale, allorquando molte regioni cambiarono il sistema monetario verso quello decimale della Lira italiana. Vittime predestinate erano gli analfabeti, che non sapendo leggere potevano cadere nel tranello, accettando biglietti di fantasia che somigliavano molto agli originali dal punto di vista grafico, ma erano in realtà completamente differenti nei testi e nei contenuti. Si ricevevano così “Dieci Baci” o “Cinquanta Litri” oppure “Duecentocinquanta Gioie”, al posto delle corrispondenti Lire.

Nell’ambito dello spazio espositivo, infine, è stata ricostruita una stamperia clandestina di dollari falsi sequestrati nel corso di una recente operazione di servizio della Guardia di Finanza.

Vestendo virtualmente i panni del tipografo, è possibile ripercorrere l’intero ciclo di produzione, dalla creazione della carta filigranata sino ai processi di stampa che conducono alla banconota finita, completa dei più sofisticati elementi di sicurezza.

L'evento è stato organizzato dalla Guardia di Finanza attraverso il proprio Museo Storico, a cui hanno collaborato, tra gli altri, la Banca d’Italia, la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e l’istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. L’iniziativa è stata possibile grazie anche alla sensibilità dimostrata della Camera di Commercio di Caserta e dalle locale Soprintendenza ai beni Culturali.

La mostra rimarrà aperta al pubblico, nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 09.00 alle ore 13.00, fino al 06 maggio 2011.

Su richiesta di gruppi organizzati o scolaresche, sarà possibile programmare visite anche in altri giorni della settimana.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©