Provincia / Caserta

Commenta Stampa

Già vice di Della Gatta, l'ingegnere in carica fino al 2016

Caserta, Morelli nuovo leader di Confindustria

'Il primo obiettivo è contrastare la deindustrializzazione'

.

Caserta, Morelli nuovo leader di Confindustria
18/12/2012, 12:38

Luciano Morelli è il nuovo presidente di Confindustria Caserta. Eletto con oltre 8mila voti, guiderà l'Unione industriali per i prossimi quattro anni. 'Un quadriennio, sostiene l'ingegnere, all'insegna del rinnovamento ma anche della continuità'. Con l’elezione Luciano Morelli ha ottenuto anche il consenso  della base associativa alle linee programmatiche per il  quadriennio 2012-2016; consenso sottolineato da ripetuti e convinti applausi. E all’assemblea Morelli ha anche presentato la sua squadra, che risulta così composta: Giuseppe Cerbone (Ferrarelle Spa), vice presidente con delega al Made in Italy; Daniela Mastrangelo (Acroplastica) vice presidente con delega alle Relazioni Industriali; Vincenzo Schiavone  (Pineta Grande), vice presidente con delega all’Organizzazione; Donatella Cagnazzo (Ten Events), consigliere incaricato al Marketing  Associativo, Customer satisfaction, Cultura e Società; Alessandro Falco (Eurocrea Merchant) consigliere incaricato per Finanza e Sviluppo; Dina Lombardi (Indesit company) consigliere incaricato all’Innovazione. Tra rinnovamento e continuità, dunque, inizia il cammino associativo del nuovo presidente, considerato infatti che per Mastrangelo, Cagnazzo e Falco si tratta di conferme. E “rinnovamento nella continuità” sono appunto le parole con le quali il presidente designato ha esordito  per illustrare il programma del suo mandato. Il cui titolo, forte e convinto, dice tutto del programma: Oltre la crisi. Rimettere in moto l’industria. Uno slogan che rappresenta la sintesi più efficace di un ragionamento in positivo, proteso cioè a creare condizioni idonee non soltanto per superare la negativa congiuntura (peraltro, particolarmente drammatica in provincia di Caserta) ma anche per scommetere su un nuovo modello di sviluppo, “che trova nell’Ambiente e nella Cultura - ha sottolineato il nuovo presidente - fattori inesplorati e di grandi potenzialità in termini di crescita e di occupazione”. Il ragionamento del presidente designato è stato, dunque, per grandi linee, questo: 'Se nei quattro anni di presidenza Della Gatta – e di questo va dato merito al presidente uscente – tutti gli sforzi sono stati rivolti a contenere nel migliore dei modi possibili i dannosi effetti causati dalla crisi globale, per i prossimi dobbiamo attrezzarci a cogliere fino in fondo le opportunità di sviluppo che pure già ci sono o si intravedono: dalle bonifiche di ampie porzioni del territorio, alla sfida della candidatura di Caserta al titolo di Capitale Europea della Cultura 2019, proposto e sostenuto non a caso da Confindustria Caserta unitamente al Comune capoluogo e all’Ucsi (Unione stampa cattolica). A questo scopo i punti di forza su cui l’associaizone degli industriali deve agire - ha ricordato Morelli - sono essenzialmente cinque: brand, reputazione, indipendenza, capacità ed autorevolezza di interlocuzione con Enti ed Istituzioni'. L’analisi del nuovo presidente non può, evidentemente, non tener conto dei numeri. Nel 2011 il Pil è aumentato nel Mezzogiorno dello 0,1%, a fronte dello 0,6% nel Centro-Nord. In termini di Pil pro capite, il Mezzogiorno nel 2011 è stato al 57,7% del valore del Centro Nord. La regione più ricca è stata la Valle d’Aosta, con 32.602 euro, seguita da Lombardia (32.538), la regione più povera è la Campania, con 16.448 euro. In questo quadro, l’economia e la società di Terra di Lavoro sono state caratterizzate da un contesto ancora più sfavorevole, dalla presenza della criminalità, dalla inadeguatezza della Pubblica Amministrazione, dalla carenza di infrastrutture oltre che, in generale, dalla scarsa flessibilità e dall’alto costo del lavoro e dalla politica fiscale che penalizza il reddito d’impresa. “Per invertire la rotta – ha sostenuto  Morelli – bisogna individuare e agire su possibili nuovi motori dello sviluppo”. Il nuovo presidente ne ha individuato più di uno. Per cominciare, l’industria della cultura, che può essere sicuramente uno dei principali drivers. “Con investimenti integrati in cultura e innovazione i nuovi posti di lavoro potrebbero arrivare nel Sud a 250mila, di cui 100mila laureati. A Caserta – dove si registra un tasso di attività bassissimo (meno del 30%) – potrebbero essere migliaia. Quindi il turismo, i Servizi e  la Green economy (riciclo dei materiali, energie rinnovabili ed risparmio energetico, edilizia di qualità, fonte di sviluppo e riqualificazione del tessuto industriale). E poi, c’è tutto un complesso ragionamento che passa attraverso l’ambiente (bonifiche e riqualificazione) e più in generale il territorio.  Ma attenzione, questo non significa dover abbandonare la vocazione industriale. Tutt’altro. Per intanto, va detto che l’industria incide per circa il 20% sul pil provinciale. Dunque, per uscire dalla crisi si deve puntare innanzitutto ad azioni miranti a  fermare il declino, a salvaguardare e consolidare le industrie esistenti'.

 

Commenta Stampa
di Daniela Volpecina
Riproduzione riservata ©