Provincia / Caserta

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Per disastro doloso, attentato alla salute e lesioni plurime

“Caserta non deve morire”, Assoutenti. Azioni legali -video

In calendario per sabato prossimo una “marcia silenziosa”

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“Caserta non deve morire”, Assoutenti. Azioni legali -video
04/11/2013, 13:09

CASERTA – Al grido di “Caserta non deve morire”, non solo cortei e manifestazioni, come la marcia silenziosa in programma per il 9 novembre prossimo, ma anche l’avvio di azioni legali. Infatti, nell’ambito delle iniziative che, con cadenza quasi quotidiana, vanno moltiplicandosi in risposta alla devastazione ambientale e, soprattutto, allo scempio dei roghi tossici, si segnala quella promossa da Assoutenti, ovvero la costituzione di “un pool di legali per la ‘Terra dei Fuochi’ ed un esposto alle Procure competenti territorialmente per i reati di disastro doloso, attentato alla salute, omicidio e lesioni plurime aggravate, affinché si perseguano le imprese e le amministrazioni locali che, colluse con la criminalità organizzata, sono oggettivamente corresponsabili di quanto avvenuto e dei danni causati”. Assoutenti, che si schiera dalla parte dei comitati civici, sorti spontaneamente, e delle associazioni ambientaliste riconosciute, in prima linea per la salvaguardia dell’ambiente da un lato e la tutela della salute pubblica dall’altro, annuncia anche la volontà di costituirsi parte civile “in tutti quei procedimenti giudiziari tesi ad accertare ed a  colpire i responsabili del più grande danno alla salute dei cittadini nella storia del nostro paese”. Ed infine si prospetta la possibilità di avviare azioni collettive per il risarcimento alle vittime colpite dal cancro ed agli agricoltori che, a causa della preoccupazione crescente della popolazione, stanno subendo danni gravissimi sul piano economico. “Le rivelazioni del pentito Schiavone, – termina la nota di Assoutenti – rese pubbliche dopo 20 anni, creano in noi un indicibile orrore per le vittime di cancro, per la complicità delle pubbliche amministrazioni, per la responsabilità criminale di aziende e imprese che, consapevolmente, hanno consegnato i loro rifiuti tossici nelle mani della malavita organizzata campana”.

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di Emilio di Cioccio
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