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Questa sera appartamenti storici aperti fino alle 2

Caserta, Reggia: quinta edizione della “Notte dei Musei”

E in agenda, dal 1° giugno, una mostra sui Farnese

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Caserta, Reggia: quinta edizione della “Notte dei Musei”
14/05/2013, 12:08

CASERTA - Per il quinto anno consecutivo il Ministero per i Beni e le Attività Culturali promuove la “Notte dei Musei”. L’evento, nato in Francia nel 2005, con il patrocinio dell’Unesco e del Consiglio d’Europa, si propone di diffondere la conoscenza del patrimonio culturale, con un’emozionante ed insolita fruizione del patrimonio artistico italiano, mantenendo aperte strutture museali e monumenti ben oltre il consueto orario di visita e puntando soprattutto ad un pubblico di giovani. Non poteva non aderire all’iniziativa la provincia di Caserta che parte con i “gioielli di famiglia”: saranno aperti gratuitamente gli appartamenti storici della Reggia, resi ancor più affascinati dalle ombre della sera. L’ingresso, questa sera, sarà gratuito dalle ore 20 fino alle ore 2. Intanto, nell’ambito di un intenso programma di valorizzazione del proprio patrimonio, la Soprintendenza di Caserta intende celebrare i Farnese, nella figura di Alessandro (Roma, 1545 - Arras, 1592), straordinario condottiero e “vessillo” della Spagna cattolica del XVI secolo, ed Elisabetta (Parma, 1692 - Aranjuez, 1766), moglie di Filippo V di Spagna, madre di Carlo di Borbone, abile tessitrice di trame diplomatiche. La mostra, che sarà visitabile dal primo giugno prossimo, ruoterà, quindi, intorno alle due carismatiche figure principalmente attraverso l’esposizione di dipinti di Pier Ilario Mercanti, detto Spolverini (Parma, 1657 - Piacenza, 1734) aventi come soggetto sia le “Gesta” di Alessandro Farnese sia i “Fasti” raffiguranti i preparativi per le nozze di Elisabetta. Tutti questi dipinti fanno parte della vasta collezione ereditata da Carlo di Borbone quando ottenne il Ducato di Parma e Piacenza. Giunte a Napoli incomplete, le collezioni farnesiane trovarono una prima sistemazione nel vecchio Palazzo Reale della città, poi si decise di trasferirle nel Palazzo di Capodimonte.

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di Emilio di Cioccio
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