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Indagati per riciclaggio, invece, i funzionari di una banca

Caserta, sigilli al “Contemporaneo”: due arresti della Gdf

L’accusa è di bancarotta fraudolenta, distratti 500mila euro

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Caserta, sigilli al “Contemporaneo”: due arresti della Gdf
12/07/2013, 10:54

CASERTA - A conclusione di un’articolata indagine, coordinata e diretta dalla sezione criminalità economica e finanziaria della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di applicazione del sequestro preventivo sull’intero complesso dei beni, materiali ed immateriali, di pertinenza della società “II Chiostro srl”, con sede in Caserta alla via Mazzini, e due ordinanze applicative della misura degli arresti domiciliari nei confronti di Gerardo e Sandro Crisci, rispettivamente gestore di fatto della “Contemporaneo srl” e titolare della Hair Design sas nonché socio de “L’Ipotesi srl”, società risultanti beneficiarie delle somme oggetto di distrazione. I reati contestati agli indagati riguardano il concorso in bancarotta fraudolenta per distrazione ed il concorso in bancarotta fraudolenta documentale. La sussistenza di gravi indizi di colpevolezza risulta, inoltre, riconosciuta nei confronti di altri indagati che ricoprono cariche sociali in alcune srl. Risulta, altresì, contestata la condotta di riciclaggio a carico di funzionari di un istituto di credito, i quali, pur a conoscenza dello stato di decozione della “Contemporaneo srl” (società dichiarata fallita, ndr) registravano le operazioni sottese alla cessione del ramo d’azienda dell’indicata società. Più precisamente, dalle indagini emerge come gli indagati, componenti direttamente o per interposta persona la compagine sociale della “Contemporaneo Caffè srl”, cessionaria del ramo d’azienda della “Contemporaneo srl”, abbiano distratto dal conto della società la somma di 500mila euro, compiendo operazioni di bonifico e di versamento, registrate come avvenute per contanti, ma, in concreto, realizzate attraverso operazioni qualificate contabilmente quali “restituzione crediti verso soci” che, di fatto, realizzavano una parcellizzazione degli importi fraudolentemente distratti con attribuzione delle somme in favore degli indagati.

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di Emilio di Cioccio
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