Provincia / Caserta

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Atti inviati nuovamente al Tribunale del Riesame di Napoli

Cassazione annulla il “no” alla scarcerazione di Cosentino

L’ex deputato recluso a Secondigliano dal 15 marzo scorso

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Cassazione annulla il “no” alla scarcerazione di Cosentino
28/06/2013, 10:42

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Terzo annullamento con rinvio per l’ex sottosegretario all’Economia, il pidiellino Nicola Cosentino, ed un altro punto a favore della linea difensiva adottata dai suoi avvocati. La sesta sezione della Corte di Cassazione, infatti, ha annullato la decisione del 5 aprile scorso con cui il tribunale del Riesame di Napoli aveva confermato i due provvedimenti di custodia cautelare in carcere; provvedimenti emessi dai giudici Orazio Rossi e Gianpaolo Guglielmo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, entrambi presidenti dei due collegi giudicanti nei processi in cui compare come imputato Cosentino. Accusato di concorso esterno in associazione camorristica, riciclaggio e corruzione (anche se per quest’ultimo reato c’è stato un annullamento della Suprema Corte), l’ex sottosegretario è recluso nel carcere di Secondigliano dal 15 marzo scorso. Dopo la discussione degli avvocati Stefano Montone e Agostino De Caro, la Corte di Cassazione, nella tarda serata di ieri, si è espressa sulla permanenza delle esigenze cautelari per Cosentino, pur essendosi dimesso da tutti gli incarichi politici, ritenendo di annullare il provvedimento dei magistrati di Napoli. Tutto era cominciato il 4 marzo scorso, quando i giudici del foro sammaritano, rigettarono la richiesta dei legali di Cosentino, di non dare ossia il via all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, in quanto non aveva più incarichi politici fin dal gennaio scorso e non poteva quindi più influenzare scelte politiche. Nelle due ordinanze emesse dai gip di Napoli a carico di Cosentino (la prima il 7 novembre del 2009 e la seconda il 6 dicembre del 2011) si faceva riferimento alle esigenze cautelari, in quanto “era il referente politico del clan dei Casalesi”. Per il Riesame, seppur dimessosi, l’ex deputato del Pdl avrebbe mantenuto contatti personali e politici con pubblici amministratori della Campania così da influire sul territorio di appartenenza. La decisione della Corte di Cassazione, ora, dovrà essere motivata. Gli atti, poi, verranno trasmessi di nuovo al tribunale del Riesame di Napoli per una nuova decisione nel merito.

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di Emilio di Cioccio
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