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Villetta degli orrori, la madre aveva paura della figlia

Castel Volturno, il Riesame riapre il caso Belmonte

Nuovo sopralluogo, arriva il super-perito della Procura

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Castel Volturno, il Riesame riapre il caso Belmonte
29/12/2012, 09:58

CASTEL VOLTURNO – “Contro il dottor Domenico Belmonte non ci sono indizi gravi, la procura di Santa Maria Capua Vetere non ha preso in considerazione l'ipotesi che la morte di Elisabetta Grande e della figlia Maria sia stata causata da un suicidio o da un omicidio-suicidio”. Il Tribunale del Riesame riapre dunque il caso delle due donne scomparse, otto anni fa, da Castel Volturno e suggerisce una nuova pista per le indagini. Nel giorno del sopralluogo del perito nominato dalla Procura nel villino in cui, dopo la segnalazione della trasmissione ''Chi l'ha visto?'', sono stati trovati i resti di Elisabetta e Maria, le motivazioni della scarcerazione dell'indagato - padre e marito delle due vittime - ribaltano le tesi di pm e gip. Il dottore non ha mai denunciato la scomparsa di moglie e figlia e ha spiegato di non essersi mai accorto della presenza di quei resti nell'intercapedine sotto al pavimento: ma questo comportamento, che per l'accusa costituisce una prova di colpevolezza, secondo i giudici della libertà non è indicativo e anzi è compatibile con lo stato di prostrazione psicologica di Belmonte e con la sua estraneità all'accaduto. Condividendo la tesi dei difensori dell'indagato, avvocati Carlo De Stavola e Rocco Trombetti, i giudici pongono l'accento sul gravissimo stato di salute mentale di madre e figlia, che avevano in più occasioni tentato il suicidio. Fanno riferimento, in particolare, a due biglietti scritti da Elisabetta al marito, in cui la donna segnala il malessere di Maria, ''aggressiva e animata da una forza bruta'', e gli chiede che cosa fare in caso di una crisi particolarmente grave. In ogni caso l'incertezza sulle cause della morte per i giudici è ''assoluta'' e l'ipotesi che le due siano state uccise è solo ''una delle plurime spiegazioni'' dell'accaduto, ''tutte al momento egualmente plausibili''.

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di Emilio di Cioccio
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