Provincia / Caserta

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Era coinvolto nelle operazioni della Dda “Daia 1” e “Daia 2”

Castel Volturno, sfruttamento della prostituzione: arrestato latitante

Lo ospitava un amico, ignaro delle sue pendenze giudiziarie

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Castel Volturno, sfruttamento della prostituzione: arrestato latitante
10/05/2013, 10:40

CASTEL VOLTURNO - La Squadra Mobile di Caserta, congiuntamente al commissariato di Castel Volturno, a seguito di prolungati servizi di pedinamento ed osservazione,  ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, che disponeva gli arresti domiciliari, nei confronti di Carmine Capasso, 34enne di Castel Volturno, emessa ad ottobre scorso dal gip del Tribunale di Napoli in relazione ai reati di induzione e sfruttamento della prostituzione. Capasso, pregiudicato per stupefacenti, furto aggravato, maltrattamenti in famiglia, da alcuni mesi si era dato alla latitanza. Era stato coinvolto, infatti, nelle operazioni “Daia 1” e “Daia 2”, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli e coordinate dalla Dda di Napoli, che nel dicembre scorso avevano consentito la disarticolazione di due distinte organizzazioni criminali; l’una costituita da cittadini albanesi, la seconda da cittadini rumeni, dedite al reclutamento, all’induzione ed allo sfruttamento della prostituzione, reati aggravati dalla transnazionalità e consumati prevalentemente in danno di donne provenienti dai rispettivi paesi di origine. Le indagini appuravano che le due bande operavano nelle province di Napoli, in particolare nella zona della stazione centrale, ed a Caserta, soprattutto nell’agro aversano e sul litorale domitio, ma disponevano anche di “cellule” in Grecia e Romania. Secondo quanto appurato dalle indagini, i componenti delle due consorterie criminali imponevano alle meretrici il pagamento di un pizzo mensile di 500 euro in cambio della loro protezione e della garanzia di “un posto” nei luoghi da loro controllati. Nel corso delle investigazioni, emergevano i contrasti insorti tra Capasso, “protettore” di una prostituta italiana, ed i componenti dell’organizzazione di sfruttatori albanesi poiché aveva invaso una zona, lungo il litorale domitio, controllata da quest’ultimi. Capasso, per sfuggire alla cattura, da tempo si era allontanato dal suo domicilio di Castel Volturno ed era ospitato da un amico, ignaro delle sue pendenze.

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di Emilio di Cioccio
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