Provincia / Castellammare di Stabia

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Occupata da giorni una sala della sede dell'Asl Na 3 Sud

Castellammare: continua la protesta degli operatori sanitari


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Castellammare: continua la protesta degli operatori sanitari
13/09/2010, 16:09

CASTELLAMMARE DI STABIA – Ancora sanità in primo piano; ancora lavoratori in protesta per veder garantito il loro diritto al lavoro. Succede a Castellammare di Stabia dove il personale precario presso l'Asl Napoli 3 Sud, è in agitazione ormai da giorni a causa del blocco delle assunzioni. 120 operatori sanitari che, dallo scorso mercoledì, hanno occupato in maniera permanente la sala riunioni al terzo piano della sede dell'Asl in via De Gasperi. Proprio affianco agli uffici della dirigenza, occupati attualmente dal commissario straordinario Vittorio Russo. La protesta degli operatori precari, è scoppiata all'indomani della sospensione del processo di stabilizzazione, che prevede la conversione in occupazione definitiva di un precariato che dura ormai da anni. In termini concreti i 120 lavoratori stanno manifestando contro il blocco delle assunzioni.
“La situazione è critica come da 4 anni a questa parte -spiega Massimiliano Osservanza, uno dei manifestanti- C'è un processo di stabilizzazione in atto che significa che i precari che lavorano da più di 36 mesi con la stessa azienda hanno il diritto ad essere messi a ruolo, ad essere assunti. Questo però non è avvenuto. L'azienda continua a dirci che le cose vengono bloccate a livello regionale ma in realtà noi sappiamo che in Regione sono state firmate tutte le delibere. Eppure il commissario straordinario continua a giustificarsi sostenendo che l'ok dalla Regione ancora non c'è. Invece la Regione ha stanziato i fondi per la nostra assunzione”.
Una situazione giunta ormai all'esasperazione, soprattutto se si considera che gli operatori sanitari coinvolti, hanno ricevuto, qualche giorno prima del blocco, lettere di assunzioni con la data precisa in cui avrebbero dovuto iniziare a lavorare.
“ Avremmo dovuto prendere servizio il 16 agosto -continua Osservanza- Alcuni dei miei colleghi, sicuri dell'assunzione, si sono licenziati dalle strutture in cui lavoravano, in laboratori privati, con contratti a termine, qualcuno anche a nero. Abbiamo firmato le destinazioni e ci siamo sottoposti, a nostre spese, alle necessarie visite mediche. Poi il 14 agosto poi è arrivato un telegramma con il quale siamo stati informati che venivano sospesi i contratti momentaneamente. E non sappiamo ancora bene per quale motivo”.
I lavoratori precari promettono di continuare l'occupazione fin quando la situazione non sarà sbloccata. “Continueremo a stare qui giorno e notte -dicono con rabbia i manifestanti- finché non saranno firmati i nostri contratti. Chiediamo che la stabilizzazione finalmente si concretizzi”.
Intanto è stato chiesto un incontro con Stefano Caldoro per discutere della situazione ma, al momento, dai vertici della Regione Campania non è arrivata ancora nessuna risposta.

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di Elisa Scarfogliero
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