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Castellammare di Stabia, petizione popolare per cambiare il nome alla città


Castellammare di Stabia, petizione popolare per cambiare il nome alla città
24/02/2010, 15:02


CASTELLAMMARE DI STABIA - «Una petizione popolare per cambiare il nome alla città» è quanto propone provocatoriamente il consigliere comunale del Pdl, Antonio Sicignano, dopo le recenti polemiche scaturite dalle affermazioni di Pippo Baudo, che ha parlato, in campo nazionale, di una Castellammare invivibile. «Si potrebbe fare, - spiega provocatoriamente - recuperando una tradizione importante della nostra città, che rimanda agli antichi romani, cambiando il nome da Castellammare in solo “Stabiae”». Ecco i perché di tale proposta «Purtroppo – spiega Sicignano – Pippo Baudo non è l’unico che ha stigmatizzato in campo nazionale alcuni comportamenti negativi della nostra città. Da tempo ciò avviene, una volta ne ha parlato male anche il Times e ciò è veramente doloroso. Il fatto, poi, che questa volta ad intervenire non sia il solito leghista, ma un uomo del sud come Baudo, dimostra che avevamo ragione quando, negli anni scorsi, abbiamo lanciato l’allarme sul grave pregiudizio di immagine che stava vivendo la nostra città in campo nazionale». Un pregiudizio che ha i suoi effetti sul turismo e sull’economia di molti imprenditori. «E’ ben emettersi in testa che il turismo vive molto di promozione e di immagine. Per questo motivo nella nostra città è oramai a pezzi e probabilmente sarà ancora peggio dopo queste vicende, considerato che non credo che saranno molti i temerari interessati a visitare le nostre zone. Inoltre – aggiunge - molti imprenditori mi hanno raccontato che quando si trovano fuori zona sono costretti a non fare il nome della città, per evitare di subire pregiudizi. Alcuni addirittura, per evitare ciò, sembra che abbiano spostato la sede legale dell’azienda fuori città». Ecco il motivo della provocazione. «In questo momento è inutile mettere la testa sottola sabbia e fare finta di niente, l’immagine della nostra città è oramai compromessa. Ci vogliono iniziative forti ed una vera e propria rivoluzione. Si può fare ciò solo cambiamento radicalmente i costumi della nostra città e cambiando anche il nome della città, per dare un taglio ai pregiudizi».

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di Redazione
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