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In mobilità da gennaio, ora si rischiano 48 licenziamenti

Castellammare,protesta dei dipendenti dell’Hotel Crown Plaza


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Castellammare,protesta dei dipendenti dell’Hotel Crown Plaza
17/03/2010, 17:03

CASTELLAMMARE – Hanno protestato per tutta la giornata, davanti all’ingresso dell’Hotel Crown Plaza di Castellammare di Stabia, i dipendenti della struttura alberghiera, in mobilità dallo scorso mese di gennaio e che ora rischiano di essere licenziati.
“E’ dall’8 gennaio –spiega Esperito Treves, rappresentante sindacale- che è stata prevista la mobilità per 48 dipendenti sui complessivi 67. L’albergo è una struttura privata che però ha ricevuto i fondi pubblici del progetto Tess- Costa del Vesuvio. Alla scadenza di questo progetto è partito per noi il periodo di mobilità. Voglio ribadire che tutti i 48 lavoratori avevano un contratto a tempo indeterminato. Eravamo quindi tutti convinti di aver trovato un posto definitivo, data anche la precarietà di questo periodo”.
Uno degli obiettivi del progetto, infatti, era proprio quello di rivalutare il territorio e di aumentare i livelli occupazionali in zona.
“Ci siamo però resi conto –continua Treves- che ci avevano solo preso in giro. C’è stata una specie di speculazione da parte dell’imprenditore che ha sperperato fino a che poteva i fondi che gli sono arrivati e, una volta terminati i soldi, ha deciso di lasciare tutti per strada decidendo di non investire più nemmeno un euro nel progetto”.
Ieri i rappresentanti dei lavoratori dell’ Hotel Crown Plaza hanno avuto un incontro alla Regione, così come previsto dalle fasi della mobilità. Incontro che però non ha soddisfatto i rappresentanti dei lavoratori.
“Ci hanno dato un contentino, poiché invece delle 48 persone inizialmente previste, siamo passati a 30. 18 persone dovrebbero iniziare a lavorare per ditte esterne. Anche se ci sono state promesse delle garanzie –conclude Esperito Treves- abbiamo comunque il timore che, come ha fatto in passato, l’azienda non mantenga la parola data. Insomma questa decisione potrebbe essere soltanto una sorta di dilazione del licenziamento”

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di Elisa Scarfogliero
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