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Continua l'inchiesta dello scandalo esploso nel 2007

Catanzaro: nuovi arresti per i test rubati all'Università


Catanzaro: nuovi arresti per i test rubati all'Università
22/03/2010, 20:03

CATANZARO - In quello che è stato definito dagli inquirenti come un vero e proprio sistema illegale finalizzato al furto ed alla successiva diffusione in anteprima dei test universitari non risultato coinvolti docenti. Continuano però gli arresti per la vicenda risalente al 2007 che ha creato scandalo nell'Ateneo di Catanzaro. In manette sono finiti Valter Mancuso, e Antonio Cuteri, entrambi di 42 anni. Domiciliari invece mentre ai per  Giuseppe La Rocca, di 29 anni, all'epoca impiegato con contratto di prestazione d'opera ed i due ex studenti Manuela Costanzo (di 37) e Patrizia Scandale (di 28).
I due principali attori dell'ennesimo film della truffa all'italiana sono proprio l'allore addetto alle pulizie Mancuso e l'impiegato Antonio Cutieri. Il primo è già stato condannato a tre anni di reclusione mentre, per il secondo, il processo è ancora in atto. Entrambi sono accusati di peculato, falso ideologico e ricettazione. Come si legge sul "Messaggero"
"La nuova tranche dell'inchiesta, condotta dai sostituto procuratori di Catanzaro, Salvatore Curcio e Paolo Petrolo, riguarda i test di ammissione alle facoltà di Medicina e Chirurgia, di Odontoiatria e di Veterinaria degli anni 2005-2006, 2006-2007 e 2007-2008 per i quali i test sarebbero stati acquisiti in anticipo dagli indagati".
Secondo gli inquirenti, l'intero sistema truffaldino, era tenuto in piedi da personaggio che in quegli anni avevano un contratto di prestazione d'opera all'interno dell'Università del capoluogo Calabrese.
Il caso eclatante riguarda quello collegato al coinvolgimento diretto di diversi membri dell'Associazione nazionale dei Carabinieri. I rappresenti dell'organizzazione, addetti alla vigilanza dell'Università, erano infatti co-responsabili dei furti ed il più delle volte interessati in prima persona a conoscere in anticipo i risultati dei test. Emblematica la confessione del vigilante Giuseppe La Rocca, iscritto all'Ateneo e responsabile della sorveglianza. Come da egli stesso ammesso, infatti, in occasione di un furto perpretato da Macuso, in cambio di una raccomandazione per passare l'esame di biochimica, venne mantenuto il silenzio.
Come in praticamente tutti i casi di questo genere, dunque, è stato l'intimo e complice collegamento tra controllori e controllati a favorire il circolo vizioso.

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di Germano Milite
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