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Rimandata più volte, operai al lavoro nell’ex sito nucleare

Centrale Garigliano, demolizione del camino più vicina

La Sogin assicura che nel 2015 la bonifica sarà completata

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Centrale Garigliano, demolizione del camino più vicina
11/03/2014, 12:30

SESSA AURUNCA – Disattivata nel lontano 1982, divenuta nel 1999 di proprietà della Sogin, la centrale nucleare del Garigliano sarà finalmente oggetto di interventi di bonifica ambientale, rimandati più volte dal 2006 ad oggi, con buona pace delle associazioni ambientaliste e dei comitati civici che, a più riprese, hanno chiesto rassicurazioni in merito, giacché si dicono seriamente preoccupati per un eventuale rischio di contaminazione per le comunità interessate. Ma procediamo con ordine. Da qualche giorno, infatti, si registra un via vai di operai, appartenenti alle ditte specializzate vincitrici del relativo appalto, che stanno predisponendo il da farsi per l’avvio del cosiddetto processo di scarifica. Il lavoro più difficile riguarda proprio la demolizione del camino dell’impianto atomico, realizzato negli anni ’60, allorquando l’intero territorio era ritenuto, erroneamente, non sismico. Entrando più nei dettagli, ammonta ad otto milioni e seicentomila euro l’impegno di spesa per le opere, che, stando alla Sogin, dovranno essere ultimate entro il 2015 e che permetteranno l’eliminazione di uno dei potenziali rischi riconosciuti della centrale. Sogin, si ricorderà, è la società di Stato incaricata della bonifica ambientale dei siti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi provenienti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare, per garantire la sicurezza dei cittadini, salvaguardare l’ambiente e tutelare le generazioni future. Sogin è impegnata nella realizzazione di opere di decommissioning degli impianti nucleari, per restituire i siti al territorio liberi da vincoli radiologici. La centrale di Garigliano è stata la seconda delle quattro centrali nucleari italiane, dopo quella di Trino, ad ottenere nel settembre del 2012 il decreto di disattivazione, approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico, su parere dell’Autorità di sicurezza nucleare (Ispra) e delle altre Istituzioni competenti.

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di Emilio di Cioccio
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