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Centro Ittico Campano Condizionato da Gruppi Estranei alla Compagine Sociale


Centro Ittico Campano Condizionato da Gruppi Estranei alla Compagine Sociale
16/03/2011, 16:03

Clientele, favoritismi e sospetti piacere elettorali: cupe nubi aleggiano sul recente passato ed il futuro prossimo dei beni del Centro Ittico Campano.

Si ritiene opportuno continuare a raccontare le ultime vicende del sempre più discusso e travagliato Cic, le cui terre e di cui laghi sono (e lo si sottolinea) di esclusiva proprietà dei cittadini del Comune di Bacoli.

Fortune d’inestimabile valore sulle quali, da circa un mese, sono in corso le indagini degli gli uomini del Dipartimento Distrettuale Antimafia.

E così, dopo la controversa questione del documento del Pdl Bacoli privo di firma leggibile protocollato (il 25.03.2010) a nome dell’attuale sindaco Ermanno Schiano a tre giorni dalle ultime elezioni amministrative, ed in cui s’invitava l’allora presidente del Centro ittico Campano, Raffaele Aragona, a congelare la sottoscrizione con una società di un contratto per la mitilicoltura, il cui canone annuo sarebbe passato da 15mila a circa 80mila euro, si pone all’attenzione dei lettori una nota inviata dall’Ittica Lago Fusaro (che gestisce l’ingrassamento delle “cozze” nello specchio acqueo medesimo) al Presidente del Cic Aragona ed Sindaco del Comune di Bacoli.

La lettera, il cui testo è riportato di seguito, controfirmata dal presidente dell’Ittica, Giuseppe Ambrosio, porta la data del 10.05.2010 ed è quindi accolta in prima persona dal novello primo cittadino locale, Ermanno Schiano.

“Riteniamo già perfezionato l’accordo di rinnovo del rapporto contrattuale tra noi in essere, essendo già intervenuto e conosciuto il reciproco consenso delle due parti sull’intero contenuto contrattuale.

La nostra richiesta di sottoscrizione della scrittura ha solo lo scopo di formalizzare il reciproco consenso già realizzatosi.

Del resto proprio in vista della conclusione dell’accorso di rinnovo del rapporto contrattuale, come a Lei è ben noto, abbiamo già provveduto a rinnovare il contratto di locazione dell’abilitazione del guardiano ed abbiamo assunto gravosi ed inderogabili impegni con fornitori, clienti e dipendenti.

Non riusciamo davvero a comprendere per quale motivo non abbia dato immediatamente seguito all’espresso mandato ricevuto dall’assemblea dei soci, sottoscrivendo il rinnovo del rapporto contrattuale.

Rileviamo che gli organi sociali del CIC, come tutte le società di capitali, debbano tutelare esclusivamente gli interessi della società e non dei singoli soci, anche se di maggioranza e soprattutto non debbano seguire un presunto “indirizzo egli elettori”, specialmente se in contrasto con gli impegni assunti con i terzi.

In caso contrario si determinerebbe una deprecabile commissione tra interessi politici ed interessi societari, le cui conseguenze ed effetti dovranno necessariamente essere valutate dalle Istituzioni all’uopo preposte.

Non si può non rilevare, infine, che è ancora più grave il condizionamento della corretta azione degli organi sociali proveniente da gruppi di potere “ancora” del tutti estranei alla compagine sociale.

Per quanto esposto La invitiamo a comunicarci immediatamente la data di sottoscrizione della scrittura privata di rinnovo del contratto d’affitto.

In mancanza daremo incarico ai nostri legali di tutelare i nostri legittimi interessi sia in sede civile che penale e nei confronti di tutti i soggetti colpevolmente coinvolti”

Chiaro e lapalissiano il riferimento alla volontà dell’attuale amministrazione Schiano, rappresentante del 99,97% della società, di allontanare l’Ittica Lago Fusaro dal bacino lacustre flegreo.

Una mossa, fortemente voluta dal Popolo della Libertà, che scatena le ire dei mitilicoltori.

“E’ ancora più grave il condizionamento della corretta azione degli organi sociali proveniente da gruppi di potere “ancora” del tutti estranei alla compagine sociale”, scrive Ambrosio.

Un attacco al quale, soltanto sette giorni dopo, seguì la contromossa del novello primo cittadino di Bacoli che, di riflesso, gira la nota alla Procura della Repubblica di Napoli chiedendo di: “procedere agli accertamenti di competenza, al fine di verificare, ove del caso, la sussistenza di fattispecie penalmente rilevanti”.

Ma la storia, nell’attesa della pubblicazione di nuove “sudate carte”, è soltanto agli inizi.

L’unico dato certo, al momento, è che ad essere coperto dalle “nubi di presunte malefatte politico-gestionali-clientelari” non è un semplice bene privato.

Stiamo parlando di 1/5 del territorio di Bacoli. Bene pubblici. Ricchezze della collettività. a cura della Redazione di Freebacoli.

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di Redazione
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