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Tra gli indagati anche il presidente della Provincia Cesaro

Colpo ai Casalesi: 60 in manette. Chiesto arresto di Cosentino

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Colpo ai Casalesi: 60 in manette. Chiesto arresto di Cosentino
06/12/2011, 13:12

CASERTA - La magistratura di Napoli ha chiesto alla Camera dei deputati di autorizzare l'arresto dell'ex sottosegretario all'economia Nicola Cosentino, deputato del Pdl, indagato per falso ed altri reati in un'inchiesta sulle collusioni tra camorra e politica. La richiesta è in corso di notifica alla presidenza della Camera.

Nell'inchiesta è indagato anche il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, ma non per camorra. Il coinvolgimento di Cesaro è relativo al maxi finanziamento per la costruzione del centro commerciale "Il principe". Il presidente della Provincia di Napoli, secondo l'accusa, accompagnò Cosentino a Roma per sollecitare i vertici di Unicredit a concedere il credito, peraltro garantito da una falsa fidejussione. «Pochi giorni dopo tale intervento - è scritto in un comunicato della Procura - il finanziamento, che fino a quel momento aveva incontrato ostacoli e rallentamenti, veniva sbloccato». Il finanziamento ammontava a 5 milioni e mezzo di euro. All'epoca Cosentino era sottosegretario all'economia.

L'inchiesta della Dia, infatti, verte sulla costruzione di un grande centro commerciale nel comune di Casal di Principe. Cosentino è accusato di avere fatto pressioni su funzionari di una agenzia Unicredit di Roma affinchè concedessero un imponente finanziamento a esponenti del clan dei casalesi per la realizzazione del centro commerciale. Gli inquirenti hanno ricostruito che il finanziamento venne concesso ma successivamente in parte bloccato perchè la documentazione presentata era falsa. Il parlamentare del Pdl avrebbe anche imposto al dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di dare via libera alla concessione per la costruzione del centro in violazione di tutte le norme urbanistiche. Sarebbero accertati episodi di voto di scambio relativi alle elezioni amministrative 2007 e 2010. L'operazione è stata denominata «Il principe e la 'scheda' ballerina». La richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Nicola Cosentino, coordinatore campano del Pdl, depositata alla Camera dei Deputati attiene i reati di concorso in falso, riciclaggio e violazione della normativa bancaria. 

Cosentino, indagato per falso, riciclaggio e altri reati, con l'aggravante di aver agevolato gli interessi del clan camorristico dei Casalesi, è indicato anche come «sostenitore, attraverso attività illecite» del progetto per la realizzazione (mai concretizzatasi) del centro commerciale Il Principe, a Casal di Principe (Caserta), da parte della società Vian srl, subentratata alla società Sirio, della quale avrebbero fatto parte alcuni presunti componenti del clan camorristico, arrestati questa mattina dalla Dia e dai carabinieri.

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Cosentino è stata firmata dal gip Egle Pilla, su richiesta dei pubblici ministeri Antonio Ardituro, Francesco Curcio e Henry John Woodcock (quest'ultimo applicato per questa inchiesta alla Direzione distrettuale antimafia). L'ordinanza riguarda anche un'altra cinquantina di persone, che vengono in queste ore arrestate da uomini della Dia di Napoli e dei carabinieri. Secondo quanto si apprende l'inchiesta riguarda vicende di infiltrazioni del clan dei Casalesi nella pubblica amministrazione e in particolare tra ex amministratori del comune di Casal di Principe dove il clan ha la sua roccaforte. L'inchiesta nella quale sono indagate complessivamente oltre 70 persone è considerata la più significativa tra quelle finora svolte sui rapporti tra camorra e politica. 

Una sessantina di presunti fiancheggiatori del clan dei Casalesi, infatti, sono stati arrestati all'alba di oggi dai carabinieri del Comando provinciale di Caserta e del centro Dia di Napoli. L'operazione è stata coordinata dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli
C'è anche un consigliere provinciale di Caserta tra i 60 arrestati. Tra gli indagati vi sono anche tre ex pubblici amministratori di Casal di Principe.

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di Redazione
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