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57 persone in manette: indagato Luigi Cesaro

Colpo ai Casalesi, chiesto l'arresto per Nicola Cosentino

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Colpo ai Casalesi, chiesto l'arresto per Nicola Cosentino
06/12/2011, 16:12

CASAL DI PRINCIPE (CASERTA) - Voti di scambio per le elezioni che vanno dal 2007 al 2010, il finanziamento per la realizzazione di opere attraverso perizie favorevoli degli uffici tecnici comunali, l’utilizzo del calcestruzzo del clan di camorra con l’intermediazione di quattro costruttori. Tre livelli di malaffare in cui venivano ad intrecciarsi gli interessi di politici, esponenti dei Casalesi e colletti bianchi nella gestione degli appalti a Casal di Principe e nelle votazioni delle ultime elezioni vinte a man bassa dal Pdl. Collusioni rese possibili grazie a funzionari infedeli che fornivano relazioni favorevoli sulla costruzione di centri commerciali come “Il Principe” di Madonna di Briano e facevano sì che in Consiglio Comunale quei progetti risultassero volani di sviluppo per il territorio agro aversano. Ed è a questo punto dell’inchiesta che spiccano i nomi di due big del partito di Berlusconi: il coordinatore regionale del Pdl, Nicola Cosentino, per il quale la Procura ha chiesto l’arresto bis alla Camera dei deputati, ed il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro. Cosentino, all’epoca dei fatti sottosegretario all’Economia, avrebbe fatto da referente del clan nel rilascio di licenze edilizie irregolari, oltre ad aver sollecitato assieme a Cesaro l’Unicredit di Roma per la concessione di un credito garantito da una falsa fideiussione in favore di un imprenditore legato ai Casalesi. Ma non solo. Il filone d’inchiesta finito sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati partenopei, diretti e coordinati dal procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho, riguarda le trame della politica locale ed in particolare le votazioni falsate grazie al sistema delle “schede ballerine”, ovvero tessere intestate anche a persone non residenti a Casale, oppure affette da malattie psichiatriche, che gli uffici comunali rilasciavano per poi permettere a terzi, attraverso documenti falsi e certificati elettorali duplicati, di poter votare per il candidato segnalato dall’organizzazione camorristica. E quando i giornalisti si interessavano alla questione, gli uomini della cosca li zittivano minacciando i loro confidenti. Tra i 57 nomi finiti nell’ordinanza della Dia di Napoli ed eseguita dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri, ci sono anche quelli di assessori della giunta del Comune di Casal di Principe, referenti dei vertici provinciali del Pdl, imprenditori e dirigenti di banca residenti in diverse regioni d’Italia. Nomi eccellenti della terra di Gomorra.

IL GIP: COSENTINO POLITICO NAZIONALE REFERENTE DEI CASALESI - "Nicola Cosentino e' il referente politico nazionale del clan dei Casalesi". E' quanto scrive il giudice per le indagini preliminari di Napoli, Egle Pilla, nell'ordinanza che ha portato all'arresto di 57 persone e alla richiesta di autorizzazioen alla Camera per il deputato Pdl. "I politici collusi si collegavano con gli esponenti apicali delle associazione criminali egemoni nei comuni della provincia di Caserta e, segnatamente, con i reggenti del clan Schiavone, Russo e Bidognetti, che con Nicola Cosentino, ricevendo sostegno elettorale, prestando la loro opera a favore del clan dei Casalesi, per agevolare l'attribuzione di risorse pubbliche attraverso l'aggiudicazione di appalti ad imprese compiacenti ovvero anche attraverso l'erogazione di assunzioni, posti di lavoro, contributi in vario modo denominati", si legge ancora nella nota. Ma il giudice per le indagini preliminari continua e scrive che i "vantaggi ottenuti anche attraverso il citato collegamento, a piu' alto livello politico, con Cosentino, deputato nazionale, coordinatore regionale del Pdl e gia' sottosegretario di Stato, e con Ferraro Nicola, esponente di primo piano del partito Udeur in Campania, consigliere regionale nonche' politico colluso con l'organizzazione camorristica casalese, arrecavano vantaggio all'Ente camorra". Il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore sottolinea con i giornalisti:
"Non abbiamo fatto un torto al Parlamento, e abbiamo mandato la richiesta di arresto per Cosentino questa mattina stessa. Noi e loro agiamo di pari passo".


(In allegato il file in formato Pdf con i nomi dei destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare ed i retroscena dell'inchiesta)

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di Davide Gambardella
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