Provincia / Caserta

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Decreto per Casal di Principe, Castelvolturno e Casapesenna

Comuni infiltrati dai Casalesi, prorogati i commissariamenti

Decisione del Consiglio dei Ministri per risanare i tre Enti

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Comuni infiltrati dai Casalesi, prorogati i commissariamenti
09/08/2013, 10:18

CASAL DI PRINCIPE - Al fine di consentire il completamento delle operazioni di risanamento delle istituzioni locali nelle quali sono state riscontrate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata, il Consiglio dei ministri ha deciso di prorogare gli scioglimenti dei Comuni di Casapesenna, Castel Volturno e Casal di Principe. Il decreto di scioglimento dei tre Comuni dei Casertano, per la cronaca, fu firmato il 6 aprile del 2012, a poche settimane dalle elezioni comunali, quando oramai le liste dei candidati sindaci erano già state depositate. Nel caso di Casal di Principe, si è trattato del terzo scioglimento per camorra, dopo quelli decretati dai ministri dell’Interno di allora, Vincenzo Scotti, nel 1991, e Giorgio Napolitano, nel 1996, seguiti a due maxi-blitz delle forze dell’ordine, tra cui la nota operazione “Spartacus”, che ha decimato i capi storici del clan dei Casalesi. Ma il condizionamento della camorra sull’attività dell’Ente è emerso anche più recentemente, nell’ambito dell’inchiesta denominata “Il Principe e Scheda Ballerina”, che ha coinvolto oltre a politici di rilievo nazionale come Nicola Cosentino, anche ex amministratori comunali, tra cui l’ex sindaco Cristiano Cipriano, gli ex assessori Angelo Ferraro e Antonio Corvino, accusati di voto di scambio politico-mafioso in relazione alle due elezioni amministrative tenutesi nel 2007 e nel 2010. Da Casal di Principe a Castel Volturno, dove le inchieste della Dda provocarono lo scioglimento per camorra: nel novembre del 2010 furono indagati per concorso esterno in associazione mafiosa il sindaco di allora, Antonio Scalzone, ed il suo predecessore Francesco Nuzzo. Secondo i pm le due amministrazioni erano fortemente condizionate dal capo dell’ala stragista dei Casalesi, Giuseppe Setola. Un condizionamento emerso anche nel febbraio dello scorso anno quando sono finite in cella 14 persone, tra cui ex amministratori del Comune rivierasco. A Casapesenna, infine, due mesi prima dello scioglimento, fu arrestato il sindaco Fortunato Zagaria, accusato di violenza privata nei confronti del suo predecessore Giovanni Zara, aggravata dall’aver agito per favorire il clan facente capo a Michele Zagaria. I condizionamenti posti in essere dal clan sull’amministrazione erano poi stati confermati da alcuni pentiti.

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di Emilio di Cioccio
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