Provincia / Caserta

Commenta Stampa

L’ex commissario accusato di abuso d’ufficio e falso

Consorzio rifiuti, inchiesta della Finanza su Fabozzi

Ai raggi X la nomina del direttore generale Scialdone

.

Consorzio rifiuti, inchiesta della Finanza su Fabozzi
29/01/2013, 11:36

CASERTA - “Ho sempre rispettato le regole”. E’ il commento, a caldo, di Enrico Fabozzi, già sindaco di Villa Literno e già commissario liquidatore del Consorzio Unico di Bacino per i Rifiuti, in relazione all’inchiesta del nucleo di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza di Caserta. Inchiesta che ha portato alla perquisizione dell’abitazione oltre che degli uffici nel Centro Direzionale di Fabozzi, attuale consigliere regionale, iscritto al Gruppo Misto dopo l’autosospensione dal Partito Democratico. Fabozzi, già arrestato e scarcerato nell’ambito di un’altra indagine, risulta iscritto nel registro degli indagati per abuso di ufficio e falso per la nomina dell’ingegnere Antonio Scialdone ad amministratore delegato del Consorzio di Bacino Caserta 3 che ha gestito lo smaltimento dei rifiuti in 19 comuni della provincia di Caserta. Ma procediamo con ordine. L’indagine dei pm Silvio Marco Guarriello e Antonella Cantiello, secondo quanto si è appreso, riguarda il periodo in cui Fabozzi è stato commissario liquidatore pro tempore del Cub, dal luglio 2008 al luglio 2009. Nell’ipotesi di accusa, l’ex sindaco ha nominato in maniera illecita Scialdone direttore generale del Cub, senza una selezione pubblica, senza requisiti, ma soprattutto avendo interessi economici con lui, essendo entrambi soci nella Media Gest sas. Accuse che Fabozzi respinge fortemente: “Il mio coinvolgimento in questa vicenda - afferma il consigliere regionale - mi ha sorpreso e nel contempo mi ha fatto sorridere, perché sarebbe stato sufficiente dare un’occhiata, anche fugace, alla procedura di nomina del direttore generale pro tempore per rendersi subito conto che il mio provvedimento seguiva alla lettera tutte le prescrizioni dello statuto del Consorzio Unico. Vorrei evidenziare - aggiunge Fabozzi - che in qualità di presidente del Consorzio Unico la nomina del direttore generale era un atto dovuto per garantire una migliore razionalizzazione della macchina amministrativa. Peraltro, - conclude - in una logica di risanamento del Cub, avevo stabilito per tale mansione una spesa minima di soli mille euro lordi al mese”.

Commenta Stampa
di Emilio di Cioccio
Riproduzione riservata ©