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Continua l'angoscia dei familiari di Emanuele Arcamone

Il papà: “Ci sentiamo abbandonati, fate qualcosa"

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Continua l'angoscia dei familiari di Emanuele Arcamone
21/08/2013, 12:44

ISCHIA - Lo squillo insistente del cellulare e al mio “pronto” dall’altro capo del telefono una voce rotta dall’emozione mi dice: “Gennaro, sono Franco, il papà di Emanuele. L’8 agosto sono trascorsi tre mesi dal giorno della sua scomparsa. Nelle settimane scorse le segnalazioni e gli avvistamenti che ci sono giunti da Milano non hanno avuto il riscontro sperato. Nostro figlio sembra essere scomparso nel nulla. La cosa che ci fa stare ancora più male è che nei mesi scorsi sono state messe in giro voci false sulla vicenda di nostro figlio. Dicevano che era stato ritrovato e che non voleva far ritorno a casa. Tutto questo purtroppo non è assolutamente vero e noi viviamo un incubo terribile. Siamo disperati e ci sentiamo soli. Vi prego, aiutateci a ritrovare Emanuele”. A sentire le parole di Franco, autista dell’EavBus e papà distrutto per la scomparsa del figlio, mi si è ghiacciato il sangue nelle vene. Perché la sua è stata un’umile e disperata invocazione d’aiuto che non può assolutamente restare inascoltata. Emanuele Arcamone, che sta attraversando un momento particolarmente difficile della sua vita, è un ragazzo moro di 23 anni, alto circa un metro e ottanta con occhi e capelli castani. La sua bellezza tipica mediterranea fa il paio con il carattere mite di un ragazzo educato e sempre disponibile con tutti e che sino al momento della scomparsa è risultato uno studente modello dell’Università di Napoli dove ha sempre frequentato con ottimo profitto la Facoltà di Ingegneria. Al momento potrebbe trovarsi in qualsiasi città d’Italia. Ecco perché è prezioso il contributo di tutti per riportare Emanuele a casa. Chiunque dovesse avvistarlo è pregato di contattare le Forze dell’Ordine chiamando il 112 o il 113.

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di Gennaro Savio
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