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Corciulo, anche le società pubbliche possono fallire

Palma: Agire con cautela, a rischio servizi sociali

Corciulo, anche le società pubbliche possono fallire
15/06/2013, 12:34

ISCHIA - "Anche le società pubbliche possono fallire in caso di insolvenza e dissesto. La giurisprudenza, di merito e di legittimità, attraverso alcune sentenze che hanno applicato un'interpretazione estensiva (che riguarda la natura privatistica delle società piuttosto che la loro forma giuridica), ha evidenziato questa possibilità". Lo ha detto Maurizio Corciulo, vicepresidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, nel corso della seconda giornata di lavori del forum "Crisi ed insolvenza delle società private e pubbliche", organizzato a Lacco Ameno dall'Ordine partenopeo, guidato da Vincenzo Moretta, .
"Si tratta - ha continuato Corciulo - di un'interpretazione che può avere un impatto considerevole, perché il dissesto degli enti pubblici equivale all'insolvenza della legge fallimentare. E' un  argomento molto dibattuto, perché esistono anche sentenze che, al contrario, dicono che le società pubbliche non sono soggette a fallimento".
Secondo Salvatore Palmaconsigliere dell'Ordine e assessore al Bilancio del Comune di Napoli, "bisogna agire con cautela perché mettere in crisi le società pubbliche significa limitare i servizi sociali a favore della collettività. Oggi si tende ad una contrazione delle partecipate, ma la verità è che negli anni precedenti non si è dato il giusto controllo alla loro proliferazione".
Al forum hanno partecipato il presidente dell'Ordine dei commercialisti di Palermo Fabrizio Escheri; i docenti Stefano Ambrosini e Francesco Fimmanò; i magistrati Aldo Ceniccola e Angelo Del Franco; l'avvocato Alberto MarinoClaudio Battistella, responsabile della Direzione Centrale Credito Problematico di Intesa SanPaolo.

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di Redazione
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