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Corteo ad Ercolano per dire basta alla Camorra


Corteo ad Ercolano per dire basta alla Camorra
18/11/2009, 10:11


ERCOLANO - Esplosioni di bombe contro attività commerciali, incensurati uccisi in pieno giorno davanti agli occhi dei bambini e infine, adolescenti inviati ai negozi per estorcere il pizzo. Questa è Ercolano. Questa è la parte marcia di Ercolano. Qualcosa però comincia a muoversi. «Le idee non si fermano con la paura». È il messaggio dei ragazzi di Radio Siani, l’emittente web anticamorra. Dopo la recrudescenza delle ultime ore la città comincia a ribellarsi, a gridare il suo no alla camorra, ai soprusi e alla violenza. «Il nostro sarà il corteo della sensibilizzazione - spiegano i responsabili- vogliamo smuovere le coscienze, rivendicando i principi della legalità, giustizia e libertà». È fissata per sabato 21 novembre la marcia anticamorra. Il corteo partirà alle ore 18,30 proprio dalla sede della radio in Corso Resina 62. La Radio trova spazio nella roccaforte dei Birra, nell’appartamento del boss Giovanni. Dal bunker, all’interno del quale nemmeno i cellulari sembrano aver vita, dal luogo dove venivano decretate sentenze mortali, parte una nuova pagina di Ercolano, quella della legalità. Il corteo sfilerà per le strade cittadine, attraversando i punti nevralgici della città: corso Resina 62, via Marconi, corso Italia, Piazza Trieste, via 4 novembre, II Traversa Mercato, via Pugliano, Piazza Pugliano. È prevista la partecipazione delle istituzioni territoriali e dei comuni limitrofi, delle chiese e delle associazioni dei commercianti. La manifestazione sarà occasione della prima diretta della radio. Una postazione a piazza Pugliano trasmetterà l’evento, raccogliendo testimonianze, messaggi e stati d’animo. «Non abbiamo bisogno di tifosi che si entusiasmino, ma di giocatori che scendano in campo. Sono le parole di Borsellino- concludono i responsabili- È questo il messaggio che vogliamo lanciare ai nostri concittadini, in nome dell’amore per questo paese. Invitiamo tutti ad aderire e a superare il muro di omertà, che da troppi anni rinchiude la città».

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di Redazione
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