Provincia / Caserta

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Dallo scorso 6 febbraio lo Snag ha richiesto un incontro

Cosap più alta d’Italia, appello edicolanti a Del Gaudio

Se non ci saranno risposte dal Comune, ci sarà la serrata

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Cosap più alta d’Italia, appello edicolanti a Del Gaudio
25/02/2014, 14:19

CASERTA - Hanno richiesto un incontro urgente con l’assessore alle Attività Produttive, Emilio Caterino, e con il sindaco, Pio Del Gaudio, come da lettera protocollata al Comune, ma dal 6 febbraio ad oggi gli edicolanti casertani sono rimasti letteralmente inascoltati. Stretti nella morsa del fisco locale, gli edicolanti, rappresentati dal sindacato autonomo Snag (aderente a Confcommercio), di cui è presidente provinciale Massimiliano Aglione, chiedono di poter esporre le loro problematiche e di trovare una soluzione, pena il ricorso alle serrate delle edicole, “sempre più inevitabili”, con conseguente paralisi di tutta l’informazione e di chi fatica per divulgarla ai vari livelli. Ma procediamo con ordine. Il problema che flagella i giornalai, operanti in edicole ubicate sul suolo cittadino, si chiama Cosap; un canone, quello per l’occupazione del suolo pubblico, che a Caserta ha raggiunto livelli non più sostenibili e che supera, per citare esempi concreti, del 33% quello pagato a Napoli e del 120% quello pagato a Foggia. L’anomalia nei confronti della categoria degli edicolanti è rappresentata dal fatto che la loro posizione contributiva è assimilata in toto a quella dei gazebo predisposti all’esterno dei bar, pur conseguendo rispetto a questi ultimi margini di utili e ricavi di gran lunga inferiori. “Una disparità di trattamento economico - sottolinea il presidente Aglione - da cui il Comune di Caserta non può e non deve assolutamente prescindere di questi tempi”. Il rischio è quello di affossare la già esile economia locale e infliggere ulteriori colpi all’intero indotto economico che ruota attorno all’informazione. Ma non c’è solo la Cosap ad impensierire gli edicolanti casertani, bensì un altro balzello, “abominevole e spropositato”, quello della spazzatura, in virtù del quale c’è chi deve corrispondere diverse migliaia di euro di arretrati alla Publiservizi. “In questo momento economicamente difficilissimo per la città e la provincia, in cui i suicidi per debito da insolvenza fanno da eco fragorosa alla vita quotidiana, - si legge in una nota del sindacato - occorre che il sindaco e la giunta si passino una mano sulla coscienza e dialoghino finalmente con i lavoratori”.

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di Emilio di Cioccio
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