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Determinante, secondo gli "ermellini", il tracollo politico

Cosentino, Cassazione a Riesame: rivedete esigenze cautelari

Annullata con rinvio ordinanza del Tribunale napoletano

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Cosentino, Cassazione a Riesame: rivedete esigenze cautelari
25/07/2013, 10:27

SANTA MARIA CAPUA VETERE - “Il tracollo politico di Nicola Cosentino può aver fatto venir meno le esigenze cautelari che giustifichino la sua permanenza in carcere: le organizzazioni camorristico-mafiose non hanno interesse a servirsi di politici bruciati”. Lo scrive la sesta sezione penale della Corte di Cassazione spiegando perché, il 27 giugno scorso, decise di annullare con rinvio un’ordinanza del tribunale del Riesame di Napoli che aveva respinto le istanze di revoca della misura cautelare in carcere, avanzate dalla difesa dell’ex sottosegretario all’Economia. “Il tribunale napoletano - si legge nella sentenza della Suprema Corte - ha fatto riferimento, in via prevalente, alla operatività dei Casalesi, cioè all’associazione criminosa di riferimento dell’indagato, senza però tenere in debita considerazione che a Cosentino è stato contestato il concorso esterno in associazione e non la partecipazione al sodalizio”. Il Riesame “ha preso in esame soprattutto i fatti oggetto delle contestazioni, in particolare la vicenda Eco4 e quella del centro commerciale ‘Il Principe’, risalenti rispettivamente agli anni 2000-2004 e 2007, senza alcun riferimento concreto alla capacità dell’indagato a fornire ancora un contributo alla cosca”. Ciò che risulta “carente” nelle motivazioni dell’ordinanza del Riesame del 29 marzo scorso, secondo gli ‘ermellini’ “è una verifica concreta e attuale sulla reale capacità di Cosentino, anche a seguito della dismissione delle sue cariche, di reiterare i reati che gli sono stati contestati”. L’affermazione del Riesame sul “residuo potere” di Cosentino, che non è più deputato, né sottosegretario, né coordinatore regionale del Pdl, come “politico fortemente appoggiato da un potente clan”, conclude la Cassazione, “se non supportata da elementi concreti risulta contraddetta da quella che può essere una massima di esperienza, secondo cui le organizzazioni camorristico-mafiose non hanno interesse a servirsi di politici bruciati”. Sulla base di questi rilievi, il Riesame di Napoli dovrà ripronunciarsi sulle richieste di scarcerazione avanzate dalla difesa.

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di Emilio di Cioccio
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