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Santa Maria Capua Vetere, prima udienza senza l’imputato

Cosentino, nuove accuse dei pentiti. E i legali insorgono

Bidognetti: “Il clan lo ha sempre appoggiato alle elezioni”

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Cosentino, nuove accuse dei pentiti. E i legali insorgono
19/03/2013, 10:25

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Prima udienza senza l’imputato Nicola Cosentino al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere dove è in corso il processo che vede l’ex deputato, in carcere da venerdì scorso a Secondigliano, alla sbarra per concorso esterno in associazione mafiosa. Ad essere chiamati in causa dai pm della Dda sono stati i pentiti Domenico Bidognetti, cugino del boss Francesco Bidognetti, alias cicciotto e’ mezzanotte, e Francesco Cantone, che hanno ribadito le proprie accuse contestate dalla difesa dell’ex sottosegretario. “La famiglia Cosentino era una sola cosa con i Bidognetti” ha affermato il parente di Cicciotto, reggente del clan tra il 1993 e il 1996. Che ha poi aggiunto: “Nel 1988 Nicola, che era avvocato, mi ha fatto anche prendere il porto d’armi, facendomi superare l’esame in un ufficio di Caserta. Il clan lo ha sempre appoggiato alle varie tornate elettorali, ma io le date non le ricordo. Ricordo però che Nicola e il fratello Giovanni erano spesso a casa di Cicciotto, anche quando questi era ai domiciliari”. Accuse pesanti quelle di Bidognetti che, nel rincarare la dose, ha spiegato: “Più volte mi sono recato dai Cosentino a cambiare gli assegni che gli imprenditori ci consegnavano a titolo di estorsione. A cambiarli era Giovanni Cosentino, fratello di Nicola. Anche quest’ultimo, spesso, era presente”. Tale circostanza è stata però contestata dall’avvocato di Cosentino, Agostino De Caro: “Perché lei solo nel 2009, quando l’ordinanza di custodia cautelare a carico del mio assistito è stata resa nota, e non prima, ha parlato di tali incontri?”. “L’ho ricordato quando mi è stato chiesto” ha risposto Bidognetti, che poi non ha saputo indicare eventuali favori fatti al clan dei Casalesi dall’ex deputato. Cantone ha invece riferito di un colloquio avuto in carcere a Santa Maria Capua Vetere nel 2009 con Massimo Russo, fratello di Giuseppe, alias o’ padrino (la cui sorella è sposata con il fratello di Nicola Cosentino). “Russo – ha raccontato il pentito - mi disse che Cosentino stava diventando il braccio destro di Berlusconi e che avrebbe messo le cose a posto per quanto riguarda i collaboratori e i soldi”. In aula si tornerà il 25 marzo prossimo ma in giornata, intanto, l’ex parlamentare del Pdl sarà interrogato in carcere dal giudice Egle Pilla che ha firmato la seconda richiesta d’arresto legata all’inchiesta “Il Principe e la scheda ballerina”.

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di Emilio di Cioccio
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