Provincia / Caserta

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L’ex sottosegretario: “Bugie, non sono parente di nessuno”

Cosentino, pentito: “Bidognetti ci disse di votarlo”

Tensione in aula con il pm, parlando Ferrara e Frascogna

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Cosentino, pentito: “Bidognetti ci disse di votarlo”
19/02/2013, 11:51

SANTA MARIA CAPUA VETERE - “Bidognetti mi disse di votare Nicola Cosentino”. Lo detto in aula il pentito del clan dei Casalesi, Raffaele Ferrara, nel corso del processo a carico del parlamentare del Pdl, che si sta celebrando in quel di Santa Maria Capua Vetere. Cosentino, ex sottosegretario ed ex coordinatore regionale del Pdl della Campania è imputato per concorso esterno in associazione mafiosa. Ferrara, ex capozona nel comune di Parete, ha detto in aula che “quando ci furono le elezioni regionali del ’95, Aniello Bidognetti mi disse che si doveva votare per Nicola Cosentino e che a deciderlo erano stati i vertici del clan. Bidognetti mi disse che Cosentino era il nostro referente politico. E ciò in considerazione della parentela che intercorre tra Cosentino e la famiglia Schiavone”. Aniello Bidognetti, attualmente detenuto, è il figlio del superboss Francesco Bidognetti, alias “Cicciotto e mezzanotte”, detenuto al regime del 41 bis. Quando il pentito, rispondendo ad una domanda specifica del pm Alessandro Milita, ha riferito alla Corte della presunta parentela tra Nicola Cosentino e la famiglia Schiavone, l’ex sottosegretario ha esclamato: “Non sono parente di nessuno”. “Chiedo che l’imputato si ricomponga”, ha ribattuto Milita. Lungo l’interrogatorio a Ferrara. Entrando più nello specifico, il pentito ha aggiunto: “I Cosentino erano una famiglia famosa a Casal di Principe. Il fratello dell’onorevole, negli anni ’80, ha sposato la sorella del boss Giuseppe Russo, detto Peppe 'o padrino, quando questi era però ancora minorenne”. Oltre a Ferrara, è stato ascoltato anche il pentito Domenico Frascogna. I due hanno risposto prima alle domande del pm della Dda di Napoli e poi a quelle dei difensori, Stefano Montone e Agostino De Caro, riferendo su appoggi elettorali all’esponente del Pdl in occasione di elezioni, ma sbagliando, più di una volta, le date rispetto a quelle contenute nei verbali di deposizioni ai pm. Domenico Frascogna ha infatti riferito di aver appoggiato Cosentino, su richiesta del capozona Dario De Simone, tra il 1993 e il 1994, ma, come hanno spiegato gli avvocati del deputato, l’uomo si è candidato solo nel 1995 alla Regione.

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di Emilio di Cioccio
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